Elezioni, parla Amedeo Santoro (Lega Lombardo Veneta)

Al primo posto il sociale, poi economia e trasparenza per il partito nato nel 2009. "Non siamo professionisti della politica, e non siamo in cerca di poltrone. Se avessi pendenze, mi dimetterei"

Amedeo Santoro, candidato della Lega Lombardo Veneta (foto AP)

Amedeo Santoro, Lega Lombardo Veneta. Come nasce il vostro movimento?
E' un'esperienza cominciata nel 2009 alle provinciali. Io ero candidato per Milano, anche se vivo a Monza. Non ho precedenti in politica, sono un cittadino normale e nella vita faccio l'area manager per una catena di supermercati. Lavoro da 40 anni, le cose fortunatamente vanno bene: questo lo dico perché non ho la necessità di trovare una poltrona. Siamo persone oneste, senza scheletri nell'armadio, che non vivono di politica.

Santoro non è un cognome lombardo, nè veneto...

Mio padre è di Salerno, ma mia madre di cognome fa Stucchi. Io vivo da sempre a Monza. Ci tengo a precisare che noi vogliamo un'Italia unica, unita, indivisibile, anche se siamo stati abbandonati dall'Europa. Puntiamo alle macro-regioni. Crediamo nei valori della Chiesa, e riguardo agli immigrati, chiediamo solo che siano regolari e conducano una vita decorosa.

Quali sono i punti caratterizzanti del vostro programma?
Innanzitutto il sociale, le famiglie in difficoltà, i bambini, gli anziani. Ho una moglie che insegna al Pini di Milano, e conosco bene la situazione.  Chi  oggi produce reddito domani purtroppo diventa un peso. Poi l'economia giovane, le aziende che chiudono. Non possiamo accettare che ci siano tanti piccoli imprenditori che pensano al suicidio. Ci stiamo abituando troppo alle brutte cose, bisogna ridare valore alla vita delle persone. Le banche devono erogare prestiti: la proposta è che il Comune faccia da garante, mettendo allo stesso tavoli chi ha le idee e i finanziatori.

Continui.

In terzo luogo, l'onestà personale e la trasparenza, metterci la faccia e camminare a testa alta. Se avessi pendenze con la giustizia mi ritirerei. Quindi l'ambiente, l'urbanistica e il traffico: Monza ha bisogno di tutto fuorché di cemento. Ci sono tanti vendesi, tanti affittasi. Inoltre, Monza non è ben servita dai mezzi. Il depuratore di San Rocco è una vergogna: bisogna riqualificare il quartiere.  Poi la Villa Reale e il turismo: no a casinò e ristoranti.

Che ne pensa dei rimborsi elettorali?
Noi non li prendiamo. Ma servono per dare voce alle minoranze, altrimenti la politica può farla solo chi ha i soldi.

Cosa si aspetta da queste elezioni?
Mi aspetto di portare avanti le mie idee in modo coerente. Poi sarà la gente a decidere.

In caso di ballottaggio, con chi andreste al secondo turno?
Credo con nessuno.

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