Ascrizzi: stop alle riqualificazioni di lusso e attenzione alle periferie

Il candidato della lista civica Aprire al Cambiamento illustra il suo programma. "Sburocratizzare è la parola chiave. Tensioni sociali e contrasti esistono ancora, non bisogna abbandonare le periferie"

Vincenzo Ascrizzi, candidato sindaco di Aprire al Cambiamento

MONZA – Ascrizzi, in uno dei momenti forse più ardui per la politica, in cui i cittadini si allontanano dai partiti perchè disillusi da promesse non mantenute e  dagli scandali scoppiati recentemente, cosa offre Aprire al cambiamento?
Noi nasciamo dalla crisi. Abbiamo scelto di creare un nuovo movimento politico in grado di mettere finalmente al centro il cittadino. Oggi la gente vuole delle concretezze e soluzioni. Noi vogliamo soddisfare queste necessità.

Quali crede siano le esigenze dei monzesi oggi?
Oggi i cittadini hanno bisogno di recuperare la fiducia nella propria amministrazione. Per questo nel nostro programma abbiamo messo in primo piano la necessità di riorganizzare l’intera macchina amministrativa. Ciò che occorre è una sburocratizzazione. Giusto valorizzare le persone importanti, ma altrettanto giusto è sfoltire i soggetti poco utili.  Questo ridimensionamento ci permetterà di unire diverse realtà che lavoreranno in modo congiunto per uno sviluppo della città sostenibile.

Sul tema della sicurezza? Cosa avete in programma?
Oggi vediamo le forze dell’ordine pattugliare le zone centrali e abbandonare le periferie. Io sono stato personalmente in un quartiere popolare, e ho visto come in realtà tensioni e contrasti sociali esistano ancora. Ciò che ci riproponiamo di fare è sicuramente creare dei momenti di confronto in cui capire dinamiche e situazioni. Oggi c’è troppa dispersione, serve più attenzione verso le zone calde.

Facciamo ora invece un discorso molto concreto. Parliamo di uno dei tanti problemi che affliggono la città. Monza sta assumendo la definizione di cantiere infinito. Non mi riferisco solo a viale Lombardia, parlo anche del centro: tra restauri e ripavimentazioni, raggiungere via Vittorio Emanuele o Carlo Alberto è diventata un’impresa ardua. Come pensate di agire?
Stop alle opere di riqualifica. Trovo che in questo periodo avere un porfido lussuoso sia uno schiaffo in faccia a chi abita in strade senza il marciapiede. Vogliamo terminare tutti i lavori e riaprire il centro. Residenti e commercianti stanno soffrendo.

Soluzioni invece per la viabilità?
Vogliamo creare un sistema di tariffazione dei parcheggi più ragionato. Ci vuole un atteggiamento progressista. I posteggi saranno gratuiti per la prima mezz’ora, mentre successivamente le tariffe saliranno in modo graduale. Inoltre verranno incrementati i mezzi di trasporto elettrici. Vogliamo formare dei punti di raccordo sostenibile nelle zone di maggior afflusso, come ad esempio lo stadio o l’autodromo.

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Tre concetti chiave in cui il suo progetto si identifica?
Soluzioni concrete. Idee progressiste e soprattutto attenzione alle reali necessità dei cittadini. È una formula molto semplice ma che può permettere di arrivare al cambiamento. La gente deve poter capire cosa sarà del suo futuro, si ritorna al classico dopo anni di finanza creativa.
 

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