Monza, Scanagatti: legalità, lavoro e partecipazione per Monza

Il candidato sindaco della coalizione di centrosinistra affronta i temi della campagna elettorale. "La partecipazione è la prima forma di controllo degli amministratori. Vogliamo tutelare i più deboli e capire le esigenze della città"

Roberto Scanagatti


Roberto Scanagatti, candidato del centrosinistra, vincitore delle primarie di coalizione. Le chiedo di spiegarmi i 3 punti caratterizzanti  del suo programma.
Innanzitutto le persone, con un'attenzione particolare ai più deboli, agli effetti della crisi e alla disoccupazione. Vogliamo cercare di mettere in rete i soggetti che interagiscono, i sindacati, le associazioni di categoria, il volontariato per cercare di dare un supporto alla nuova povertà. In secondo luogo, il territorio. Ci sono risorse da rispettare, e in questo senso proponiamo uno sviluppo equilibrato della città. Quindi, no al consumo di suolo, si alla tutela delle aree verdi, si al recupero delle aree dismesse per rispondere al fabbisogno abitativo dei giovani che altrimenti sarebbero espulsi dalla città, come sta già accadendo peraltro. E naturalmente una valorizzazione dei bene ambientali e architettonici: la Villa Reale e il Parco.

Il terzo punto?
Riguarda la macchina comunale. Vogliamo che sia efficiente, che favorisca la partecipazione, per realizzare progetti davvero utili al cittadino, come quelli sulla mobilità: ad esempio, le ciclabili e i collegamenti con Milano. C'è anche il metrò, con un interscambio ferro-gomma da realizzare nei pressi della Tangenziale Nord. Mariani ha rinunciato al prolungamento della M5, e subito si è inserita Milano che ha portato la linea a San Siro. Noi proponiamo una metro che colleghi l'Ospedale Nuovo, il centro, il Rondò dei Pini e la Villa Reale, insomma i punti nevralgici della città.



Ci sono 11 candidati e 20 liste, tra cui molte civiche. Qual è la sua impressione?
E' un segno della disaffezione della gente verso la politica, ma molte civiche sono liste partitiche mascherate. L'unica vera civica che ha operato negli anni a Monza è la lista Città-Persone dell'ex sindaco Faglia.

Uno dei temi fondamentali di questa tornata elettorale è quello della trasparenza.  Trasparenza delle procedure, nella consultazione degli atti, nell'assegnazione degli appalti. Dal "Cantiere della legalità" è emerso a volte un disagio di chi il Comune lo vive da dentro nei confronti di procedure non sempre chiare.  Cosa propone al riguardo?
La partecipazione dei cittadini è la prima forma di controllo dell'attività amministrativa. E' importante è che le
procedure siano chiare e conoscibili da tutti.

Certo. Ma per trovare una delibera sul sito del Comune è ancora necessario conoscere il numero di protocollo. Un'operazione da iniziati.
Vanno utilizzati gli strumenti che già abbiamo, assieme a quelli che offre la tecnologia, come ad esempio un sito web interattivo. Una proposta concreta è quella di creare un profilo per chi si trova ad interagire con il Comune, che consenta dopo essersi autenticati con una password di seguire l'iter amministrativo  delle pratiche.


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Qual è la sua proposta per il sociale?
Mi sembra importante stilare un bilancio sociale per spiegare chiaramente che cosa si è fatto. I servizi sociali sono uno dei patrimoni storicamente più preziosi  del Comune di Monza, una struttura solida, preparata e innovativa. Purtroppo negli ultimi cinque anni ha prevalso una politica di immagine anche in questo ambito. Mi sembra importante migliiorare la relazione con i soggetti coinvolti e le associazioni e sfruttare i piani di zona in maniera partecipata.

Torniamo all'antipolitica. Grillo e il suo movimento hanno riscosso grande successo a Monza. I sondaggi dicono che andranno bene, e probabilmente prenderanno voti che non sono di nessuno: i voti dei delusi dalla polica.  Lei è uno storico esponente della sinistra monzese, con un'esperienza amministrativa decennale. In teoria il bersaglio migliore per chi non crede nei partiti. Che cosa risponde?
Non conosco forme di democrazia che prescindano dai partiti. Lo scontro tra la politica e i cittadini si recupera con incoraggiando una partecipazione più attiva alla vita democratica e rispondendo ai bisogni veri della gente. Poi, naturalmente, al di là dell'appartenenza politica la valutazione delle persone è importante. Chi si candida in una città piccola come Monza si può guardare in faccia. Io sono di Monza, abito a Monza: la mia storia la gente la conosce, e penso che conti soprattutto questo. Propongo ai cittadini onestà, trasparenza e competenza. L'ondata di antipolitica è figlia di una stagione ventennale di apparire e non di essere.

Sempre il Movimento a cinque stelle  ha sostenuto che il centrodestra vuole cementificare Monza, il centrosinistra vuole cementificare quanto basta.
Questa è una sciocchezza! Dov'erano loro quando ci battevamo in consiglio comunale contro la variante del PGT che avrebbe regalato Monza agli speculatori? Salgono adesso sul carro dei vincitori, ma finora cos'hanno fatto? Noi siamo per uno sviluppo equilibrato che risponda al fabbisogno abitativo.

Un altro punto nodale sono le politiche giovanili.
Monza è una città ostile ai giovani. Negli ultimi anni è stata fatta una politica che nonostante i fondi non ha prodotto nulla di concreto. Per i giovani serve una diffusione maggiore delle connessioni wi-fi, un ampliamento degli orari delle biblioteche e delle sale studio, spazi di socializzazione. Essere giovani non deve significare essere in conflitto con la città. Per questo mi piacerebbe destinare il 5% del bilancio di ogni assessorato ai bisogni dei ragazzi.

Lei è il pretendente più accreditato assieme al sindaco uscente alla poltrona di primo cittadino. Che giudizio dà sull'aminisrazione uscente?
Sospendo il giudizio. Saranno gli elettori a decidere. Posso dire solo che spero che il risultato sia commisurato allo sforzo di ascolto che abbiamo fatto in questi mesi.

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