Controcorrente: la campagna elettorale «budget zero» del leghista Andrea Monti

Il figlio del sindaco-senatore più amato della Brianza, «il Monti» ha scelto lo stile «fai da te», realizzando con le sue mani il materiale elettorale ma anche la strategia elettorale. Un caso praticamente unico, anche nella Lega

MONZA – Controcorrente. Ha scelto una campagna elettorale all’insegna dell’understatement Andrea Monti. Trentacinque anni, figlio d’arte dell’amato sindaco-senatore Cesarino Monti, «il Monti» sta cercando di seguire le tracce paterne. A caccia di un seggio a Roma «ladrona», ha scelto una campagna elettorale low cost. O meglio: a budget zero. Con tante idee ma con una disponibilità di spesa volutamente ridotta all’osso. Una scelta, non un’imposizione dovuta alla mancanza di danée.

LA LISTA DELLA LEGA ALLA CAMERA

LA LISTA DELLA LEGA AL SENATO

CONTROCORRENTE - Una campagna elettorale decisamente anticonformista. Controcorrente a partire da quella di Roberto Maroni, il leader della Lega Nord che – con la sua lista – ha invece messo a bilancio qualcosa come cinque milioni di euro. Un budget faraonico che ha suscitato vivaci polemiche in un momento di grave crisi economica, con una forte disoccupazione e con le famiglie che fanno fatica ad arrivare a fine mese.

STILE "FAI DA TE" - Ben diverso e forse più vicino all’anima popolare della Lega Nord di un tempo lo stile «fai da te» di Andrea Monti: «Mi sono ispirato alla concretezza degli artigiani di una volta – ha spiegato il giovane leader del Carroccio che è stato consigliere comunale a Lazzate e assessore alla Provincia MB -. Troppo comodo spendere e spandere migliaia di euro e trovare tutto pronto. Come il piccolo artigiano sotto casa, mi sono messo al lavoro e ho realizzato con le mie mani il materiale elettorale».

AL PASSO COI TEMPI - Ma sbaglierebbe chi pensasse a un lavoro fatto male e «alla buona». Al contrario, la campagna elettorale di Andrea Monti colpisce per le numerose intuizioni al passo coi tempi: un blog, una mappa web per seguire il candidato nella sua maratona elettorale, un kit del candidato, perfino alcuni video per dialogare con il popolo del web. Un profilo facebook e twitter. Tutti strumenti gratuiti ma nello stesso tempo assai usati dai giovani.

Tutto fatto in casa: dai claim ( così vengono chiamati gli slogan dai guru del marketing), ai contenuti, dalla grafica all’impaginazione, dal volantino alla nuova veste grafica del blog. Un lavoro che ha costretto Monti a improvvisarsi grafico, stampatore, web designer, uomo di comunicazione e perfino addetto alle public relation: «Ho faticato tanto – ha commentato Monti – ma sono più contento: penso che questo sia un piccolo segno di avvicinamento della politica alla gente».

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