Vendola attacca Maroni e Monti su mafia e candidature

"Maroni dice che la mafia non esiste? E' stato un ministro degli interni attivissimo, mentre la 'ndrangheta entrava nelle elezioni". E su Monti: "Ha fatto le liste in base alla dichirazione sui redditi". Parla anche di Ingroia

Nichi Vendola e Alfredo Somoza, vincitore delle primarie in Brianza

MONZA  - Il leader di Sel e presidente della Regione Puglia Nichi Vendola è arrivato domenica mattina al Binario 7 di Monza per incontrare i sostenitori cittadini. Grande oratore, come sempre non ha fatto mancare  i fuochi d'artificio. Si comincia  con l'attacco al premier Mario Monti. "E' il candidato delle elite - ha detto il pugliese - i curricula dei suoi candidati li ha scelti sostanzialmente sulla base della dichiarazione dei redditi. Mi pare sia difficile non reagire all'arroganza e alla supponenza di queste persone che pensano di essere nate per comandare".

MARONI E LA MAFIA - Vendola ne ha avute anche per Roberto Maroni. "La mafia non esiste? E' stato molto distratto, eppure era un attivissimo ministro degli Interni e non si è accorto della penetrazione capillare della 'ndrangheta nel territorio lombardo". Il leader di Sel ha proseguito entrando nello specifico: "Maroni non si è accorto che la mafia non soltanto controllava le attività economiche - ha aggiunto - metteva radici nei territori, condizionava le attività di alcuni pubbliche amministrazioni, entrava nelle competizioni elettorali come si è visto".

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INGROIA E RIVOLUZIONE CIVILE - Arriva anche  il turno di Antonio Ingroia: fra Sel e Rivoluzione civile  - per Vendola -  "ci sono due strategie assolutamente differenti, non coincidenti: c'é chi pensa che il compito della sinistra debba essere quello di protestare, di organizzare la rabbia. C'é chi pensa, come me, che il compito della sinistra oggi debba essere quello di portare nel governo del paese il dolore e le speranze delle giovani generazioni e del mondo del lavoro".

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