Il sindaco a Palazzo Chigi per difendere il Gran Premio

Dopo il rifiuto a firmare la petizione promossa dalla Lega Nord il primo cittadino monzese gioca altre carte per raggiungere l'obiettivo: "Il Governo è con noi nel voler affrontare con serietà e determinazione il futuro del GP di F1 a Monza"

L'incontro a Roma

Non ha firmato la petizione per salvare il Gran Premio e far restare a Monza una delle tappe della competizione di Formula Uno, perchè "strumentalizzata" dalla Lega Nord, ma è volato a Roma, a Palazzo Chigi, per portare la questione nuovamente all'attenzione del governo.

Il sindaco di Monza Roberto Scanagatti mercoledì sera ha avuto un incontro con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Luca Lotti e il deputato brianzolo del Partito Democratico Roberto Rampi, che si è fatto promotore dell'appuntamento per pianificare un'azione comune per garantire un futuro alla competizione nel circuito dell'Autodromo.

"Un colloquio molto positivo e utile - ha commentato Il sindaco Scanagatti. Il Governo è con noi nel voler affrontare con serietà e determinazione il futuro del GP di F1 a Monza, un evento sportivo che è patrimonio dell'Italia intera".

Durante l'incontro il sottosegretario ha confermato "l'appoggio dell'esecutivo alle iniziative parlamentari in atto per favorire investimenti pubblici finalizzati alla valorizzazione del Parco monumentale recintato più grande d'Europa e per l'ammodernamento dell'Autodromo nazionale".

Su un altro fronte intanto si sta mobilitando la Lega Nord e Regione Lombardia che si è fatta promotrice dell'iniziativa del governatore lombardo Roberto Maroni e dell'assessore regionale Fabrizio Sala che insieme ai vertici dell'Autodromo hanno indetto una petizione per raccogliere firme per chiedere che la gara non venga spostata da Imola a Monza. Lunedì sera, in occasione del consiglio comunale del capoluogo brianzolo, una delegazione del Carroccio e di Fratelli d'Italia aveva "occupato" l'aula per chiedere anche al primo cittadino di sostenere la battaglia. 

L'obiettivo comune però non è bastato al sindaco per superare le divisioni di colore politico e il primo cittadino e "i suoi" non hanno sottoscritto la petizione scatenando la polemica: leggi tutto qui.

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