"Serve un freno al gioco d'azzardo", a chiederlo i sindaci lombardi con una lettera a Renzi

Anche il comune di Monza, attraverso la firma dell'Assessore alle Attività Produttive, Carlo Abbà, ha sottoscritto il documento inviato al premier Renzi contro la delega fiscale sul gioco d'azzardo

Una sala slot

Chiedono di non cancellare con un decreto i piccoli ma faticosi passi in avanti fatti fino ad ora per porre un freno al fenomeno dalle pericolose ricadute sociali del gioco d'azzardo e della ludopatia.

All'unisono, firmando un'unica lettera indirizzata al premier Mattero Renzi e ai ministri, i sindaci e gli assessori di undici capoluoghi lombardi hanno avanzato alcune richieste al governo perchè le loro posizioni vengano considerate durante la discussione e la modifica del decreto sul gioco d'azzardo che, così come concepito, toglierebbe ai sindaci ogni possibilità di intervento sul tema.

Insieme al primo cittadino e agli assessori competenti di Pavia, Bergamo, Brescia, Crema, Cremona, Lecco, Lodi, Milano, Varese e Sondrio ha aderito anche Monza, con l'assenso dell'assessore alle Attività Produttive Carlo Abbà. 

"L'ipotesi di togliere ai Sindaci la possibilità di regolamentare e limitare gli orari di accensione delle slot machine non può che trovarci decisamente contrari" - scrivono i sindaci - "la regolamentazione degli orari è uno dei pochi strumenti di cui gli amministratori locali dispongono per frenare il fenomeno pertanto è necessario che questa possibilità rimanga in capo ai Sindaci, che dispongono della fotografia dei territori che amministrano e che quindi ne sanno cogliere al meglio le criticità" 

Così come per gli orari, gli amministratori locali si oppongono anche alla revoca di quanto disposto dalla legge regionale numero 8 del 2013 che consente l'individuazione di luoghi sensibili come chiese, asili o scuole lontano dai quali far sorgere nuove sale slot o concedere permessi per l'installazione di nuovi apparecchi.

"Il nostro auspicio è che la nuova normativa non mortifichi il lavoro svolto dai singoli comuni e dagli enti locali ma che sappia invece recepire le indicazioni che provengono dalla Corte Costituzionale, dal Consiglio di Stato e dai Tribunali amministrativi regionali, che recentemente hanno riconosciuto la validità e la legittimità dei provvedimenti di regolamentazione del gioco d'azzardo da parte delle amministrazioni locali" hanno aggiunto nella missiva indirizzata al consiglio dei ministri.

"Vi chiediamo di ascoltarci prima di decidere" - concludono - "e , soprattutto, di non lasciarci soli nel garantire la salute dei nostri cittadini oltre alla serenità sociale e la prevenzione di criminalità e degrado".

Nello specifico caso di Monza, oltre al bando indetto dall'amministrazione comunale per offrire incentivi a chi sceglie di rinunciare agli apparecchi nel proprio locale, che però non ha sortito gli effetti sperati, il capoluogo brianzolo, secondo la consigliera Anna Martinetti, da sempre impegnata nella battaglia al gioco d'azzardo "non ha ancora preso nessuno di quei provvedimenti che le altre città hanno già attuato e che ora vorrebbero mantenere".

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Dati della Camera di Commercio alla mano, la consigliera di Una Monza per Tutti, ha rilevato inoltre come le imprese che gestiscono apparecchi per vincite in denaro in Lombardia rispetto al 2013 siano aumentate del 44,4%.

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