M5S Lombardia. Riforma Aler, pericoloso il commissariamento

M5S si è astenuto nel voto sulla delibera del progetto di legge che regolamenta la fase transitoria della governance delle ALER con l’introduzione della figura dei Supercommissari.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MonzaToday

M5S si è astenuto nel voto sulla delibera del progetto di legge che regolamenta la fase transitoria della governance delle ALER con l’introduzione della figura dei Supercommissari.

Iolanda Nanni, consigliere regionale M5S dichiara: “in Commissione Territorio avevamo ottenuto l’accoglimento delle nostre proposte di mettere un tetto alle indennità dei Super-commissari e di vietare la cumulabilità delle cariche. Oggi in Aula, abbiamo ritenuto doveroso presentare in alcuni emendamenti per meglio garantire un processo di riforma che andasse a premiare le nomine per competenza e non per cooptazione politico-partitica, richiedendo che i commissari avessero “comprovata esperienza in campo gestionale ed amministrativo” e fossero dotati di diploma di laurea, requisito ormai obbligatorio per i dirigenti di numerosi enti pubblici.

Avevamo inoltre inserito un emendamento che regolamentasse i casi di incompatibilità, ineleggibilità e conflitto di interesse per la figura dei Super Commissari ai quali  verrà affidata una gestione con ampi poteri, sebbene per un arco di tempo limitato, di tutte le ALER. Purtroppo, in aula, nonostante avessimo ottenuto il voto favorevole e compatto di tutta l’opposizione ai nostri emendamenti, la maggioranza ha votato contro”.

“Con queste premesse – dichiara il consigliere regionale M5S Gianmarco Corbetta - non vi sono più garanzie effettive e segnali concreti per i cittadini che vadano nella direzione - da noi auspicata e più volte declamata dalla maggioranza - di una riforma ALER per l’efficientamento. ALER oggi è percepita come luogo di spartizione partitica e, in una congiuntura negativa come quella che i nuclei familiari lombardi stanno vivendo, sarebbe stato auspicabile dare un segnale forte di cambiamento, almeno sui criteri di nomina”.

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