Mercoledì, 20 Ottobre 2021
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Lombardia, marijuana "libera" a scopi terapeutici: c’è il primo sì

Passa a larga maggioranza un ordine del giorno, firmato M5s, che chiede alla giunta di riconoscere l'uso dei farmaci a base di cannabinoidi a fini terapeutici. Sì anche di Maroni. No di tutto il centrodestra. I dettagli

Un primo passo storico. Una svolta e un’apertura difficilmente immaginabili prima di mercoledì sera. 

E’ “passato”, a larga maggioranza da parte del consiglio regionale, un ordine del giorno del Movimento cinque stelle che chiedeva alla regione Lombardia di riconoscere l’uso dei farmaci a base di cannabis a fini terapeutici in alcuni centri convenzionati. 

Il testo, che è stato discusso in aula nell’ambito della riforma della sanità, ha ottenuto consensi ampissimi, molti dei quali anche a sorpresa. A dire sì, ad esempio, è stato anche il governatore leghista, Roberto Maroni, che - a quanto pare - è d’accordo con l’utilizzo della cannabis per curare alcune malattie come la Sla e la sclerosi multipla. 

Nello stesso ordine del giorno, i grillini chiedevano che la spesa per i farmaci fosse a carico del servizio sanitario regionale: richiesta anche questa accolta. Un po’ quello che dovrebbe accadere in tutta Italia, quindi, con la produzione della “marijuana di Stato” per le cure di determinate malattie. 

No secco, invece, di quasi tutto il centrodestra: da Ncd a Forza Italia, passando per fratelli d’Italia e Fuxia people. Alla fine, però, a vincere sono stati i sì, con un netto 53 a 13. 

Secondo quanto prevede il testo, i farmaci a base di cannabis sarebbero erogati soltanto in alcuni ospedali convenzionati e che aderirebbero a un protocollo di sperimentazione. Nessuna possibilità, naturalmente, di “acquistare” marijuana e utilizzarla a casa. 

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