Via libera dalla Regione alla cannabis terapeutica: marijuana negli ospedali lombardi

Il servizio, che sarà regolato da una legge, verrà fornito negli ospedali regionali soltanto ai pazienti affetti da determinate patologie

Il secondo passo è compiuto. Il traguardo è quasi raggiunto. Manca una legge che stabilisca le modalità del servizio, ma ormai sembra quasi tutto pronto.

La Regione Lombardia ha dato, ufficiosamente, il via all’uso della cannabis terapeutica nei suoi ospedali. Il Pirellone, nelle proprie “Regole di sistema per il 2016”, l’insieme delle norme varate per impostare il governo della sanità, ha recepito il decreto del ministero della Salute del 2015, con il quale il governo aveva indicato i cinque tipi di patologie per le quali i farmaci con principi attivi della marijuana potrebbero essere prescritti dai medici. Sostanzialmente, i pazienti affetti da questo tipo di malattie hanno diritto a curarsi con la cannabis prodotta dallo Stato italiano e potranno farlo gratuitamente, con i costi che ricadranno sul servizio sanitario regionale.

Con questa decisione, la Lombardia si unisce alle altre dieci regioni italiane che hanno già detto sì alla cannabis terapeutica e dà seguito al primo passo che era stato compiuto ad agosto, quando il Pirellone aveva detto sì a larga maggioranza - Roberto Maroni compreso - ad un ordine del giorno del Movimento cinque stelle che chiedeva alla giunta di riconoscere l’uso dei farmaci a base di cannabinoidi a scopo terapeutico. Le cure, secondo le indicazioni contenute nelle “Regole di sistema per il 2016”, saranno permesse per le patologie che comportano sia dolore sia spasmi, come la sclerosi multipla e le lesioni del midollo spinale. Potranno usufruire del servizio anche i pazienti in cura per l'anoressia, per le malattie che causano dolore cronico, e per la sindrome di Tourette. Marijuana “libera” e gratuita anche per le donne e gli uomini sottoposti a chemioterapie, radioterapie e terapie per l’Hiv. Prima del via ufficiale, che comunque avverrà solo quando la “marijuana di Stato” - prodotta a Firenze - sarà pronta, la Regione dovrà emanare una legge.

Al momento, i Radicali e l’associazione “Possibile” di Pippo Civati stanno raccogliendo le firme - ne servono cinquemila - per presentare al Pirellone la loro proposta di legge.

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