"Sono stupito e incazzato", Maroni commenta l'arresto di Rizzi

Il presidente della Regione Lombardia ha commentato gli arresti dell'indagine "Smile" che hanno sconvolto il mondo della Sanità lombarda in aula

Fabio Rizzi e il presidente Roberto Maroni

"Il mio primo sentimento è di stupore e di grande delusione se le accuse fossero confermate. Sono stupito e deluso, ma prevale un sentimento diverso: uno anche molto incazzato per quello che è successo".

Con queste parole il Presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni ha commentato gli arresti dell'indagine "Smile" che hanno sconvolto il mondo della Sanità in Lombardia, portando alla luce un giro di tangenti e di gare d'appalto "pilotate" per l'affidamento dei servizi odontoiatrici in alcuni ospedali pubblici. Tra le ventuno persone finite in manette c'è anche il consigliere regionale della Lega Nord Fabio Rizzi, presidente della Commissione Sanità del Consiglio Regionale e figura vicina al governatore Maroni.

Il presidente di Regione Lombardia è intervenuto in aula durante la seduta del Consiglio regionale lombardo: "Ferma restando la presunzione di innocenza e la piena fiducia nella magistratura sono veramente incazzato perché il lavoro che stiamo facendo con grande determinazione per garantire trasparenza qui viene infangata da azioni come quella che oggi è stata portata alla nostra attenzione". "Non copriamo nessuno - ha puntualizzato il presidente della Regione replicando alle accuse che da più parti sono state rivolte- Chi ha sbagliato paga".

Polemico il Partito Democratico che attraverso il segretario regionale Alessandro Alfieri ha fatto sapere: “In Regione Lombardia c’è un problema grande quanto Palazzo Lombardia. Prima Mantovani, vicepresidente e assessore alla sanità, arrestato, poi Garavaglia assessore al bilancio, indagato, oggi Fabio Rizzi, suo braccio destro e padre della riforma sanitaria, arrestato".

"Abbiamo più volte denunciato l’assenza di un sistema regionale dei controlli efficace che garantisca trasparenza, ma è del tutto evidente che Maroni, assessore alla sanità, anche lui a processo, ha una enorme responsabilità politica. Si è dimostrato incapace di garantire discontinuità rispetto agli scandali dell’era formigoniana e di recidere il legame malato tra politica e sanità" ha aggiunto Alfieri.

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