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Ponzoni, quell'appunto sui referenti politici degli assessori locali

Sequestrato un appunto a Ponzoni, ma secondo l'interessato si tratta di dinamiche politiche e non di scambio di favori. L'ombra del voto di scambio sulle regionali del 2005

Si fanno più chiari i contorni dell'inchiesta su Massimo Ponzoni, che secondo le ultime notizie non sarebbe stato in Francia ma in Valtellina nel giorno del mandato d'arresto. La guardia di finanza, durante le perquisizioni nell'abitazione e negli uffici, ha trovato un appunto che elenca varie nomine politiche attribuendole ciascuna a un "referente".

LA LETTERA DELL'EX SOCIO

Un appunto che, se le indiscrezioni saranno confermate, Ponzoni spiegherà con la logica di dinamiche politiche che nulla hanno a che fare con un sistema di corruzione. L'elemento più stringente è invece la questione della bancarotta fraudolenta: sarà più difficile, per il collegio difensivo, convincere i magistrati che il flusso di denaro eventualmente sottratto alla società poi fallita non sarebbe servito a finanziare campagne elettorali e un altissimo tenore di vita.

500MILA EURO IN CASA DI ROSARIO PERRI

C'è poi la vicenda del suv Audi (modello Q7 4.2) che per quasi un anno sarebbe stato nelle disponibilità di Ponzoni, in cambio di un "favore" a una concessionaria interessata a una delibera urbanistica: spiccioli però, in confronto all'impianto principale delle accuse.

VALANGA DI INDAGATI, SFIORATO IL NIGUARDA

Infine il filone del legame con le cosche calabresi. Qui la situazione è molto più delicata perché si tratterebbe, logicamente, di un reato gravissimo. Ma per il momento la procura di Monza non avrebbe intenzione di addebitare a Ponzoni anche il voto di scambio e il concorso in associazione mafiosa. Tra i pochi elementi al riguardo, un'intercettazione telefonica in cui Ponzoni si sarebbe dichiarato soddisfatto, parlando con un ignoto interlocutore, di essersi "liberato", nel 2010, dei voti dei malavitosi che quindi, presumibilmente, nel 2005 gli erano arrivati. Secondo il gip, Natale Marrone (poi arrestato nell'operazione "Infinito") risultava nel 2005 tra i finanziatori di Massimo Ponzoni, con un versamento di 200mila euro.

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