Meladailabrianza: "Noi i primi a parlare di unioni civili in Brianza"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MonzaToday

MONZA - Fino a dieci mesi fa per il 99 % della popolazione brianzola (politici annessi) gli omosessuali non esistevano, nessuno se ne preoccupava, nessuno osava neanche usare la parola gay e a nessuno era mai venuto in mente di capire ed ovviare a questa lacuna culturale.
Nel febbraio di quest'anno nasce Meladailabrianza (movimento LGBTQ) e come per magia, l'omosessuale brianzolo diventa affare di tutti. A Vimercate nascono i primi scontri politici e si organizzano sempre a livello politico (oltre gli interventi del movimento) i primi incontri con la popolazione per discutere dell'argomento. Ne seguono botte e risposte sui giornali e immagini personali usate impropriamente dalle stesse testate. I giovani di sinistra rinsaviscono e si scontrano con quelli di destra, i sindaci sono chiamati a rispondere e assessori comunali si riempiono la bocca di argomenti che neanche lontanamente sanno trattare.

Stessa cosa succede Monza e sempre a livello politico continuano gli scontri. Fare o non fare i registri delle unioni civili? Allargare o non allargare i diritti a cittadini ritenuti di serie B esiliati in questa fantomatica ''zona grigia''?

Beh, visto che a noi nessuno chiede e visto che probabilmente siamo gli unici che potrebbero veramente sapere quello che più o meno si confà con quelle che sono le nostre esigenze (siamo omosessuali e in piu' portiamo avanti in Brianza un progetto contro le discriminazioni), ci prendiamola briga di rispondere comunque.

Il collettivo Meladailabrianza, chiede che tutti i Comuni della Provincia di Monza e Brianza, aprendo gli occhi e riconoscendo tutti i suoi abitanti come cittadini di serie A, si impegnino a istituire registri per le Unioni Civili che permettano ad ogni famiglia di vedersi riconoscere uguali diritti. Questo non significa che le coppie omosessuali debbano essere schedate, ma vista l’attuale situazione Italiana, il traguardo di questi registri è solo l'obbiettivo minimo, uno spiraglio di luce e una dimostrazione di presa di coscienza da parte delle Istituzioni. La nostra battaglia, la nostra mobilitazione, proseguirà fino a quando non sarà approvata una legge nazionale che permetta il matrimonio civile fra persone dello stesso sesso. Perché è questo che vogliamo e per cui noi, come tantissime altre realtà sul territorio Nazionale, ci battiamo ogni sacrosanto giorno.
MLDLB

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