Domenica, 17 Ottobre 2021
Politica

Berlusconi e Romani: "Indagini atto dovuto. A disposizione"

L'editore fratello dell'ex premier: "Indagini atto dovuto, originate da un esposto dell'ex sindaco del centro sinistra, Michele Faglia, a me politicamente avverso". Romani: "Operato secondo coscienza"

MONZA - L'ex ministro Paolo Romani e Paolo Berlusconi, fratello dell'ex presidente del Consiglio, sono indagati dalla Procura della Repubblica di Monza con l'accusa di istigazione alla corruzione, nell'ambito dell'inchiesta sulla variante del Pgt per la costruzione di un quartiere residenziale sull'area della Cascinazza. Il fascicolo è stato aperto in seguito ad un esposto presentato nel 2011 dall'ex sindaco di Monza, Michele Faglia (Centrosinistra) e attualmente consigliere comunale.

I PRESUNTI REATI - Secondo l'accusa, Paolo Berlusconi e Paolo Romani, assessore all'Urbanistica dal 2007 nella giunta azzurro-leghista, avrebbero esercitato pressioni su alcuni consiglieri comunali monzesi affinché venisse approvata la variante al Pgt in consiglio comunale, consentendo, così la realizzazione di un quartiere residenziale che sarebbe stato battezzato 'Milano 4' sull'area agricola da 50 ettari di proprietà della famiglia Berlusconi dal 1980 al 2008. Il progetto non è mai andato in porto in seguito al dissenso interno al Popolo della Libertà e ai contrasti con la Lega Nord. Inizialmente l'accusa era di corruzione, in seguito é stata modificata in istigazione alla corruzione e, da quanto si è appreso, ci sarebbe un orientamento degli inquirenti favorevoli all'archiviazione.

DE PASQUALE - Lunedì i sostituti procuratori Manuela Massenz e Donata Costa hanno sentito il consigliere comunale Ruggero De Pasquale, che sarebbe stato uno dei personaggi coinvolti nel tentativo di corruzione. Per questa vicenda è indagato per abuso d'ufficio l'ex presidente del consiglio comunale, per aver convocato in modo irregolare le sedute del consiglio quando era all'ordine del giorno l'approvazione del Pgt.

LA NOTA  DI BERLUSCONI- Paolo Berlusconi è intervenuto con una nota per precisare la sua posizione in merito all'inchiesta: "In relazione alle notizie di stampa secondo le quali io sarei stato iscritto nel registro degli indagati della Procura della Repubblica di Monza con l'accusa del reato di istigazione alla corruzione in merito all'assetto urbanistico dell'area della Cascinazza osservo che l'iscrizione, atto dovuto, è originata da un esposto dell'ex sindaco del centro sinistra, Michele Faglia, a me politicamente avverso". "Spero - ha concluso - che potrò dimostrare la mia assoluta estraneità all'ipotesi delittuosa che mi viene, per il momento, contestata".

PAOLO ROMANI - Anche l'ex ministro Paolo Romani si dice estraneo ai fatti e pronto a mettersi a disposizione dei magistrati per fornire ogni chiarimento. "Ci tengo prima di tutto a rilevare che si tratta di un atto dovuto a seguito dell'esposto di Michele Faglia, ex sindaco di Monza per il centrosinistra. Ho svolto - aggiunge - il mio lavoro come assessore all'Urbanistica del comune in tutta coscienza, con l'obiettivo di migliorare i servizi ai cittadini e cogliere le opportunità per il futuro della città. Il PGT, a cui si fa riferimento nell'esposto, era sicuramente un obiettivo fondamentale di quella giunta e mi auguro anche della prossima, per lo sviluppo urbanistico della città di Monza. Resto a completa disposizione degli inquirenti - conclude Paolo Romani - per sciogliere qualsiasi dubbio sul mio operato presso il Comune di Monza".
(ANSA)

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