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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
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Niente domiciliari per l'ex consigliere Massimo Ponzoni

Il gip di Monza Maria Rosaria Correra nega la scarcerazione. Secondo le indagini l'ex consigliere regionale avrebbe saputo "in anteprima" dell'arresto. Nella sua disponibilità ville in Francia e Svizzera e schede di cellulari intestate a cinesi


Massimo Ponzoni resta in carcere.  Lo ha deciso il gip di Monza Maria Rosaria Correra sottolineando come l'ex consigliere regionale  coinvolto nel crac Pellicano e primo eletto in Brianza possa tentare la fuga se rilasciato. "Appresa da fonte non ancora svelata la notizia del suo arresto - riassume il giudice - [Ponzoni]si preparava evidentemente alla fuga".
Il giorno in cui i Carabinieri si sono presentati alla porta del politico arrestato non era stato possibile rintracciarlo. Tutti eseguiti invece gli altri fermi disposti nel corso dell'indagine. Ponzoni aveva dichiarato di trovarsi in montagna in provincia di Sondrio; in realtà secondo gli inquirenti dalle indagine è emerso che si trovava in provincia di Monza e Brianza. Nelle sue disponibilità c'erano due telefonini intestati a cittadini cinesi inesistenti, scrive il gip, con cui ha potuto comunicare in modo sicuro durante i giorni della latitanza.

La rete di conoscenze e contatti di Ponzoni, considerato il golden boy del Pdl locale, faceva si che avesse a disposizione una villa in Francia e una in Svizzera. Circostanze queste - scrive ancora il gip - che destano serie preoccupazioni". "L'avvenuta informazione del suo imminente arresto - prosegue Correra -  ben si collega alla permanenza di quella fitta rete di contatti che l'indagato vanta e che gli ha consentito, già in precedenza, l'illecita acquisizione di segreti d'ufficio". Dalle indagini emergono ulteriori elementi. "La pronta disponibilità di utenze intestate a cittadino extracomunitario inesistente - si legge nelle carte - indica la disponibilità di contatti con ambiti malavitosi adusi al frequente ricambio di utenze cellulari, evidentemente finalizzato ad ostacolarne l'intercettazione ad opera dell' autorità giudiziaria".

La difesa ha presentato ricorso in Cassazione per ottenere l'annullamento dell'ordinanza che portò in carcere Ponzoni il 16 gennaio scorso.

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