Moschea al villaggio Snia di Cesano Maderno: il comune smentisce

"Non esiste alcuna delibera di Giunta o di Consiglio, nessun atto o percorso amministrativo, e nessuna dichiarazione di questa Amministrazione o di questa maggioranza, che abbia come oggetto la realizzazione di una moschea"

I locali sede dell'Associazione a Cesano Maderno (Foto M. Romanò)

In una nota l'amministrazione ha chiarito la propria posizione in merito alla voce diffusasi in città da qualche tempo della realizzazione di una moschea al Villaggio Snia nei locali occupati dall'ex banca di via Udine.

Da qualche tempo i residenti hanno notato frequentazioni assidue del centro dove è apparso un cartello che indica la sede di un'Associazione che organizza corsi di lingua italiana per donne straniere.

In realtà c'è chi ha pensato che lì stava per nascere qualcosa di diverso e sono circolate le voci dell'edificazione di una moschea.

Immediate erano scattate le polemiche dei cittadini che non sono favorevoli all'edificazione di un centro di preghiera islamico sul territorio cittadino e in tanti hanno ipotizzato una mobilitazione per impedire quest'uso degli spazi attraverso l'organizzazione di una raccolta firme partita dal web.

In seguito alla notizia il Comune ha diffuso una nota in cui specifica  che "la notizia è priva di qualsiasi fondamento".

"In proposito è necessario precisare che non esiste alcuna delibera di Giunta o di Consiglio, nessun atto o percorso amministrativo, e nessuna dichiarazione di questa Amministrazione o di questa maggioranza, che abbia come oggetto la realizzazione di una moschea" si legge nel comunicato dove si sottolinea anche che "è utile ricordare che il Piano dei Servizi contenuto all'interno del PGT e approvato in Consiglio lo scorso mese di febbraio prevede - tra i vari ambiti di trasformazione che coinvolgono il Villaggio Snia - il possibile insediamento di un progetto culturale innovativo, sul modello di analoghe esperienze diffuse nel nord Europa e già presenti in alcune città pilota italiane".

Il Comune per rendere ancora più esplicita l'intenzione e il progetto originario dell'amministrazione ha inviato una diffida "ad utilizzare in modo diverso all'uso consentito dalle disposizioni Comunali i locali ad essi affidati" alla società proprietaria dei locali affittati all'Associazione mentre ad occuparsi di far rispettare il provvedimento emesso dovrà essere la polizia locale.

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