Il leghista anti-gender al Pirellone: "L'educazione all'affettività porta alla masturbazione precoce"

La mozione è stata rinviata in commissione. L'obiettivo era quello di cancellare le diciture "genitori" sui moduli e ritornare a usare "padre" e "madre", con motivazioni anche azzardate

ll Pride 2018 (Foto Canta/MT)

Vai a dormire uomo e ti svegli sentendoti donna. Con questa frase Giacomo Basaglia Cosentino, unico eletto in Regione per la lista Fontana Presidente, ha riassunto la "teoria gender" contro la quale aveva presentato una mozione che, durante la seduta di martedì 9 ottobre, stava illustrando.

La mozione, che è stata rinviata alla commissione affari istituzionali con 47 voti favorevoli, chiede alla giunta regionale di impegnarsi affinché nella modulistica siano utilizzati i termini "padre" e "madre" e non altre diciture come "genitore 1" e "genitore 2" o altre ancora, come il semplice "genitori". La mozione richiama esplicitamente quanto avrebbe già fatto ad agosto Matteo Salvini, leader della Lega e ministro dell'Interno, circa la modulistica per la carta d'identità elettronica reperibile online sul sito del ministero. 

Nel testo, gli abituali richiami alla Costituzione e alla "famiglia come società naturale fondata sul matrimonio", nonché un attacco durissimo alla cosiddetta "teoria gender": si legge, tra l'altro, che "la famiglia composta da un uomo e una donna è vista come uno stereotipo da superare".

mozione 69-2018 Basaglia anti gender-2

Ma nel testo di Basaglia Cosentino si leggono anche affermazioni ben più forti, ad esempio che, nei Paesi in cui la teoria sarebbe stata applicata nelle scuole, "si è riscontrata una sessualizzazione precoce dei ragazzi da cui è derivato un aumento delle gravidanze e degli aborti adolescenziali, degli abusi sessuali, della dipendenza da pornografia"; e perfino che "l'educazione all'affettività ha la tendenza a diventare sinonimo di educazione alla genitalità e alla masturbazione precoce, priva di riferimenti etici e morali, fin dall'età infantile".

"Le famiglie genitore 1 e genitore 2 esistono"

Dura la replica in aula di Massimo De Rosa del Movimento 5 Stelle, secondo cui "queste sono pippe mentali di noi politici. Una madre magari ci chiede di non avere il turno la domenica in centro commerciale e non di occuparci del modulo che definisce un genitore".

Critico anche Michele Usuelli, consigliere regionale di Più Europa, che ha rievocato un episodio di Gandhi: si trovava in Sudafrica a bordo di un treno in prima classe, cosa che il controllore gli contestò asserendo che "nessun uomo di colore potesse sedersi in prima" e aggiungendo che "non esistono avvocati di colore in Sudafrica". Al che, Gandhi esibì i documenti e rispose: "Sono iscritto all'albo di Londra ed essendo ai vostri occhi di colore, c'è almeno un avvocato di colore in Sudafrica". Un modo per dire che non si può negare per legge ciò che esiste nella realtà. "Le ho viste e quindi so: esistono almeno 10 famiglie genitore 1 e genitore 2 in Lombardia, e sono felici", ha aggiunto Usuelli riferendosi ai figli di due genitori mamma registrati all'anagrafe di Milano nell'estate del 2018. "La mozione antigender suona come inutile offesa ed umiliazione per quelle famiglie. Al consigliere Basaglia non hanno fatto alcun male. Cercheremo di spiegarglielo in commissione", ha concluso Usuelli.

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