Via libera alla possibilità della "schiscetta" a scuola: la proposta

La mozione del Movimento Cinque Stelle è stata votata martedì nell'ambito della discussione sul caso dei morosi di Corsico: il documento punta a lasciare ai genitori la possibilità di scegliere tra la refezione scolastica e il pasto portato da casa

Il dibattito in Regione dopo i fatti di Corsico

Mensa o "schiscetta". Da Regione Lombardia arriva il via libera alla possibilità che i bambini a scuola si portino il pasto da casa come soluzione alternativa al servizio di mensa scolastica.

Martedì mattina in consiglio regionale è stata approvata una mozione presentata dal Movimento 5 Stelle che punta a consentire alle famiglie di scegliere se affidarsi alla refezione scolastica oppure provvedere in autonomia al pasto dei figli a scuola. La mozione è stata approvata con 48 voti a favore (maggioranza e M5S), 21 contrari (PD e Patto Civico) e 2 astenuti (Fratelli d’Italia).

La discussione sul provvedimento è scaturita in seguito al caso del comune di Corsico, dove il sindaco Filippo Errante ha scelto di negare i pasti scolastici ai figli dei "morosi colpevoli", quelli cioè in arretrato coi pagamenti ma che possono permettersi (più o meno) di pagare. Quanto accaduto nel comune milanese è legato al mancato pagamento delle rette da parte di centinaia di famiglie, con un ammanco di oltre 1,2 milioni di euro. Dopo l'intervento del primo cittadino del comune milanese i "morosi" da 480 sono scesi a poco più di 100, tra piani di rientro del debito o versamenti in un'unica soluzione.

La consigliera del Movimento 5 Stelle, Paola Macchi, illustrando la propria mozione a sostegno della proposta di consentire ai bambini di portarsi il pasto da casa, ha ricordato come la situazione del mancato pagamento delle rette della mensa sia una situazione diffuso in molti comuni lombardi. “Dobbiamo esaminare le cause del fenomeno – ha sottolineato la consigliera – e tra queste ci sono sicuramente i costi, visto che si arrivano a pagare anche 7 euro al giorno. Se la scuola dell’obbligo deve essere gratuita non dovrebbe avere alcun costo”.

“E’ ingiusto che le colpe dei padri ricadano sui figli – ha detto la Vice Presidente Sara Valmaggi (PD) - Inaccettabile è il ricatto morale e materiale. La refezione scolastica è anche una possibilità di crescita educativa. Ci sono strumenti per riscuotere senza intaccare i diritti bambini: chiediamo alla Regione di farsi carico di coordinare azioni omogenee con i Comuni e come intenda sostenere chi è in difficoltà a pagare i servizi educativi”.

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