Terremoto a Seregno: arrestato il sindaco Mazza e un consigliere, indagati il vice e un assessore

Le indagini sulla 'ndrangheta penetrano anche nel Municipio brianzolo per favori presunti illeciti ad un imprenditore edile. I dettagli e i nomi

Edoardo Mazza in una foto durante la campagna elettorale 2015 (da Fb)

E' un terremoto politico, per Seregno, l'inchiesta delle procure di Monza e Milano e della Dda che ha scoperchiato legami, diretti o indiretti, tra 'ndrangheta e politica. Il sindaco Edoardo Mazza agli arresti domiciliari e la proposta di interdizione dai pubblici uffici (salvo interrogatorio) per il vice sindaco Giacinto Mariani sono già, di per sé, tegole pesantissime sull'amministrazione comunale in carica. 

L'accusa principale nei confronti del sindaco Mazza è quella di avere avallato la concessione edilizia per un nuovo supermercato senza approfondire - come richiede invece la legge - l'impatto sulla mobilità urbana con un apposito documento di previsione. Il gip deciderà invece dopo l'interrogatorio di garanzia se interdire l'attuale vice sindaco Giacinto Mariani dai pubblici uffici.

'Ndrangheta e affari, le indagini finiscono anche in Comune

Nello tsunami entrano anche Stefano Gatti, consigliere comunale di Forza Italia, e l'assessore alla protezione civile Gianfranco Ciafrone. Il carcere per il prmo, i domiciliari per il secondo. Gatti viene considerato dagli investigatori uomo di fiducia dell'imprenditore edile Antonino Lugarà, considerato a sua volta in rapporti con esponenti della 'ndrangheta. Gatti ha ruoli in alcune società di Lugarà e sarebbe stato eletto in consiglio comunale con il sostegno diretto dell'imprenditore. 

Le intercettazioni al sindaco: "Ogni promessa è debito"

La forzatura delle regole, stando agli investigatori, risiederebbe nell'avere deliberato varianti del Piano urbanistico con delibere di giunta anziché di consiglio comunale (luglio e ottobre 2015), e per di più nell'avere poi avallato il cambio di destinazione dell'intera area in questione, da produttiva a commerciale, nonostante il Piano urbanistico stesso preveda invece la possibilità di cambiare la destinazione dei soli fabbricati ad uso produttivo dismessi. Nell'ordinanza si citano anche modifiche alla viabilità (esempio: via dell'Oca da pedonale diventa carrozzabile) in favore del soggetto privato ma a spese indirette del Comune, scomputandoli dagli oneri di urbanizzazione primaria che verterebbero invece sull'interesse pubblico.

Secondo l'accusa, Mazza, candidato sindaco nell'estate del 2015, aveva ricevuto promessa di sostegno elettorale da parte di Lugarà in cambio della velocizzazione di queste pratiche nei mesi successivi. Quanto a Stefano Gatti, è accusato di corruzione: avrebbe fatto da "portatore" in Comune degli interessi imprenditoriali di Lugarà, ricevendo in cambio da questi l'assicurazione della rielezione e la promessa di posizioni "apicali", come la presidenza del consiglio comunale o della commissione urbanistica.

Di abuso d'ufficio sono poi accusati il sindaco Mazza, il suo asessore Gianfranco Ciafrone ed alcuni dipendenti comunali per la delibera di giunta (anziché di consiglio) che ha dato il via al cambio di destinazione di cui si diceva prima. 

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