Giovedì, 21 Ottobre 2021
Politica

Imola conquista il Gran Premio fino al 2025: a Monza scoppia la polemica

A sollevare critiche Carlo Abbà (MonzAttiva): "In Emilia Romagna hanno fatto squadra e hanno messo insieme le competenze"

Monza non sarà più sola. Accanto al Gran Premio d'Italia che si disputa la seconda domenica di settembre sul circuito che nel 2022 celebrerà un secolo di vita, adesso arriva anche il Gran Premio del Made in Italy e dell'Emilia Romagna che si correrà sul circuito di Imola.

L'ufficialità è arrivata ieri, giovedì 7 ottobre. Una notizia che ha immediatamente scatenato le polemiche dell'oppisizione che elogia la capacità di fare squadra portata avanti in Emilia Romagna, criticando l'operato dell'Amministrazione. 

“A parole il sindaco e tutti gli assessori difendono il Gran Premio, nei fatti non è stato fatto ancora nulla di concreto - dichiara Carlo Abbà di MonzAttiva -. A Imola, invece, hanno fatto squadra riuscendo a garantire la presenza fissa nel calendario della Formula 1 del circuito del Santerno fino al 2025. Hanno messo insieme le competenze facendo rete: la Regione Emilia Romagna e il Con.Ami di Imola (Consorzio Azienda Multiservizi Intercomunale, ndr) hanno lavorato in sinergia tirando fuori idee vincenti riuscendo così coinvolgere anche il Governo”, dice Carlo Abbà riferendosi all’accordo in dirittura d’arrivo tra Formula One e il circuito romagnolo". 

Un impegno anche dal punto di vista economico: 20milioni di euro all'anno fino al 2025. Abbà precisa che "12milioni di euro sono assicurati dal Governo, 5milioni  dalla Regione , 2milioni dal Con.Ami di Imola e 1milione dall’Aci. Si chiamerà "Gran Premio del Made in Italy e dell'Emilia Romagna" con l'obiettivo di valorizzare la Motor Valley ( quasi 50 Mld di fatturato nel 2019 ) e l'intero territorio". 

Criticità sul futuro del Gran Premio di Monza erano state sollevate anche in occasione dell'ultima gara con pochi introiti e importanti perdite.

“Per salvare il circuito di Monza e rilanciare l’intera filiera occorrono idee, ancora prima degli investimenti. Altrimenti si continueranno a mettere e bruciare milioni di euro, senza ricadute positive per il territorio”, conclude Carlo Abbà. 

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