Provincia, al Tavolo della Brianza nessun parlamentare

Deputati e senatori danno "forfait" al vertice organizzato da Dario Allevi per trovare strade per salvare la provincia. Che sembra sempre più al capolinea. Scanagatti vuole convocare tutti i suoi "colleghi" sindaci

Dario Allevi

MONZA – Si sono messi tutti attorno a un grande tavolo. «Re Artù» - Dario Allevi al centro, e tutti attorno i «cavalieri» della provincia di Monza e Brianza: il sindaco di Monza Roberto Scanagatti, i consiglieri regionali del Pd Enrico Brambilla e della Lega Massimiliano Romeo, il presidente di Confindustria Mb Renato Cerioli e della locale camera di commercio Carlo Edoardo Valli e il numero uno degli artigiani, Giovanni Barzaghi. C’erano anche i «padri fondatori» del comitato Pro Monza Provincia: l’ente che aveva lanciato il sogno della Brianza autonoma. Ora più delusi che mai.

Peccato che al «Tavolo della Brianza» - riunito nella sede di rappresentanza - non si siano presentati i «soldati» che poi avrebbero dovuto combattere la «buona battaglia» a Roma: nessuno dei parlamentari eletti in Brianza si è fatto vivo. Una delusione, cha di fatto svuotato di significato il vertice di via Tommaso Grossi.

Eppure, erano legate a loro le ultime speranze di salvare la neonata – e già vecchia – provincia di Monza Brianza, il cui destino a questo punto appare segnato. Con ogni probabilità, l’istituzione brianzola non arriverà a compiere dieci anni. Le elezioni del 2009 resteranno le uniche. E andranno perduti i circa 500 milioni già spesi in vista di un’autonomia che di fatto non si è mai davvero realizzata.

L’incontro si è così ridotto a uno «scambio di vedute» tra persone che – peraltro – la pensano già tutti allo stesso modo: «Non dobbiamo rassegnarci», ha detto Dario Allevi. «Il rischio è che vadano perduti tanti anni di duro lavoro e il sogno di rendere autonomo il nostro territorio». «La Brianza non può essere ridotta a una dependance di Milano», ha tuonato Dionigi Canobbio. Il segretario del Carroccio ha lanciato la proposta di far votare tutti i consigli comunali della Brianza.

L’impegno per salvare la provincia – almeno a livello locale – resta bipartisan: «Se il  piano del Governo Monti sarà approvato – ha aggiunto l’ex sindaco di Monza, Marco Mariani (Lega Nord) – la Brianza perderà ogni autonomia e diverrà un puntino insignificante in un’immensa area metropolitana. Un ente mastodontico dove conterà solo Milano». E ora il suo successore, Roberto Scanagatti (centrosinistra) promette di convocare al più presto l’assemblea di tutti i sindaci della Brianza

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