Riforme, Maroni propone di dividere la Lombardia in otto cantoni

Il governatore pronto a elaborare il progetto se passassero le riforme costituzionali di Renzi, che prevedono la sostituzione delle province con zone vaste omogenee

Roberto Maroni durante una visita a Monza

La Lombardia in futuro potrebbe avere i cantoni e, secondo il presidente Roberto Maroni, saranno otto.

E' stato lo stesso governatore a parlarne, in vista della riforma costituzionale voluta dal governo di Matteo Renzi che trasforma le province in "zone vaste omogenee". Pur sottolineando la contrarietà alla riforma (che dovrà passare per un referendum popolare), Maroni ha aggiunto che, «se passa, coglieremo l'occasione per riorganizzare i livelli».

Otto cantoni, dunque, come le nuove Aziende territoriali sanitarie appena istituite, anche se l'espressione svizzera è quasi una battuta: «Potremmo chiamarli così per assonanza con i nostri vicini elvetici», ha spiegato Maroni. Comunque si chiamino, non saranno più dodici. Ma non solo: nello stesso tempo verrebbero eliminati gli enti territoriali intermedi, come le comunità montane, i parchi e così via. Il Pd lombardo raccoglie la sfida: «Speriamo sia una apertura e un cambio di atteggiamento del partito di Maroni, a partire dal segretario Matteo Salvini, nei confronti delle riforme volute dal governo. Dobbiamo, tutti, semplificare i livelli amministrativi, rendere più efficace la pubblica amministrazione e sostenere la ripresa del sistema economico», ha affermato il capogruppo democratico al Pirellone Enrico Brambilla.

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Sembra invece che proprio nella Lega Nord vi siano ostacoli all'idea. Per il capogruppo Massimiliano Romeo, molti nel partito sarebbero propensi a tenere le attuali dodici province, pur chiamandole aree vaste come vuole la riforma costituzionale, e comunque la priorità resta il referendum sull'autonomia lombarda.

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