MONZA CON MILANO: la fine della Provincia targata MB

La decisione del Consiglio dei Ministri è arrivata mercoledì poco dopo le 13. "Processo irreversibile" ha detto il ministro Patroni Griffi. Formigoni smentisce: "Mai contro Monza". Ma Allevi: "La Brianza è stata ricattata"

La sede della Provincia di Monza (©AP(Monza Today)

MONZA -  Monza e la Brianza tornano con Milano in quella che sarà la città metropolitana. E' la fine della provincia con targa MB. La mappa delle nuove province lombarde  comprenderà sette enti: oltre alla città metropolitana ci saranno  Brescia, Bergamo e Pavia (già salve perchè rientravano nei parametri decisi dal governo), quindi Mantova-Cremona-Lodi e un provincia pedemontana con  Varese-Como-Lecco.  Deroga come previsto per Sondrio. Il ministro per la Pubblica Amministrazione Filippo Patroni Griffi ha parlato di "processo irreversibile". La riforma andrà a regime nel 2014. Patroni Griffi ha anche dichiarato  di aspettarsi ricorsi: "Alcuni ci sono già stati, ma andiamo avanti con il timing che ci siamo dati".

RIORDINO PROVINCE: ECCO COSA ACCADRA'

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FORMIGONI - Intanto il governatore della Regione Lombardia ha smentito di aver mai caldeggiato altra ipotesi che non fosse il mantenimento di tutte e 12 le province. Lo ha dichiarato poco fa in risposta a una lettera dei sindaci di Monza e Varese Scanagatti e Fontama.

SCANAGATTI - "La decisione è grave e contrasta con le indicazioni che lo stesso Governo aveva espresso sia nei criteri di riordino sia nella normativa in seguito approvata - ha commentato il sindaco di Monza Roberto Scanagatti -  A questo punto la parola passa al Parlamento, dove auspichiamo venga ripristinata la volontà del territorio. La nostra - aggiunge il sindaco - non è una rivendicazione campanilistica ma un’esigenza oggettiva di un territorio che conta più di 850 mila abitanti".

ALLEVI - Per le 17 il presidente della Provincia di Monza Dario Allevi ha convocato una conferenza stampa urgente. Durissimo l'attacco. "La Brianza è stata ricattata - ha detto il politico ai giornalisti- Evidentemente a Como sono stati più bravi a farsi ascoltare, anche dal presidente Formigoni. Ci hanno detto di scegliere se entrare nella maxi-provincia rinunciando al capoluogo oppure tornare con Milano. Un ricatto che non potevamo accettare". Allevi ha parlato di "pugnalate alle spalle", anche dal suo stesso partito. "Cosa hanno fatto gli onorevoli brianzoli e i consiglieri regionali? Quando il Parlamento voterà l'approvazione, andremo a Roma a vedere come voteranno certi politici che sul territorio ci vengono per farsi eleggere e poi spariscono per cinque anni". Il  riferimento è alla prossima tornata. "Al momento giusto ce ne ricorderemo".

MILANO ARROGANTE   E IL DECENTRAMENTO - "Milano  è arrogante, gode di una corsia preferenziale in Regione - ha ripreso - . Difficile far capire ai milanesi che non esistono solo loro". E sul mantenimento degli uffici presenti sul territorio: "Se tramonteranno le altre ipotesi, ci batteremo per questo"

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