Domenica, 17 Ottobre 2021
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Riordino province, Governo avanti tutta: Monza ancora sul filo:

Il Corriere della Sera di stamane ha riportato la mappa dell'Italia post spending review: secondo il quotidiano milanese, nessuno spazio per deroghe. Monza e la Brianza finirebbero con Como e Varese

MONZA - Giorni contati per Monza? Pare di si. E' il Corriere della Sera a disegnare la mappa della nuova italia post decreto. Il quotidiano milanese conferma  che non ci sarebbe spazio per deroghe: per evitare sorprese e colpi di coda, il Governo ha previsto un iter a tappe forzate che comincerà ai primi di novembre con l'esame del decreto nel primo Consiglio dei Ministri disponibile. Le uniche due  deroghe (possibili, ma non sicure) potrebbero essere quelle di Sondrio e Belluno. Salta quindi Monza e Brianza, che si unirebbe con Como e  Varese; secondo il Corriere, Lecco finirebbe con Sondrio mentre Mantova  - altra deroga ventilata dal Cal - andrebbe con Lodi e Cremona. In Lombardia  nessun problema per Bergamo, Brescia e Pavia: Milano diventerebbe invece città metropolitana.

LO SCONTRO - Se la situazione fosse questa, si preannuncia uno scontro da risolvere con decisioni salomoniche. Monza e Como, unite nel chiedere la deroga al CAL venti giorni fa, si ritroveranno "nemiche" per la titolarità della provincia, con i brianzoli in vantaggio per una questione numerica. I lariani dalla loro hanno la storia, la tradizione di una città che è un punto di riferimento per un territorio molto vasto. Monza, da quel punto di vista, è troppo vicina a Milano e per questo  non ha mai potuto esercitare un ruolo simile, oltre ad essere nata come provincia solo nel 2009. Per non parlare di Varese: gli insubri hanno mal digerito la richiesta di deroga firmata Scanagatti-Lucini, e promettono battaglia.

POSSIBILI SOLUZIONI -  La possibile soluzione potrebbe arrivare dalle "sedi multiple". Sede politica, per esempio, a Monza, ma questura a Como: questo consentirebbe di andare incontro alle esigenze del territorio e distribuire l'apparato amministrativo. Anche per i dipendenti, non dovrebbero esserci licenziamenti, ma esiste la possibilità di trasferimenti. "Non possiamo pensare che una riforma importante come questa possa venire meno solo per delle resistenze localistiche" ha dichiarato al quotidiano di via Solferino il ministro della Pubblica amministrazione Filippo Patroni Griffi. E così, per guidare la transizione, tutte le province saranno rette da un commissario a partire da giugno 2013: il ruolo  probabilmente sarà assunto dall'attuale presidente della Provincia, ma c'è la possibilità che sia nominato dal Prefetto.

SISTEMA ELETTORALE - Modifiche anche nel sistema elettorale: i consiglieri non saranno più eletti dai cittadini, ma dai consiglieri comunali con voto ponderato. In merito, è attesa nei prossimi giorni una pronuncia della Corte Costituzionale.

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