Auditorium, case e Spa: così l’ex Scotti rinasce (con l’ex sindaco)

All'alba di venerdì, dopo dieci ore di consiglio comunale, è stato approvato il piano di riqualificazione dell'ex Feltrificio Scotti: sarà sostituito da un Auditorium, una Spa e un complesso residenziale. Vince, quindi, il progetto dell'ex sindaco Michele Faglia

Addio all'ex feltrificio Scotti

Il degrado - questa è l’unica cosa certa, o forse - non ci sarà più. Ma, sempre forse, non ci saranno parcheggi per le auto di chi accorrerà alle future serate di gala; non ci saranno cittadini ad abitare le nuove case che nasceranno. E, forse e ancora forse, resterà nei cittadini - al di là del colore politico - la sensazione, sgradevole, che “ognuno faccia costruire i suoi”. 

Ci sono volute dieci ore di consiglio comunale, con una volata arrivata fino all’alba di venerdì, per approvare il piano integrato di intervento - Pii - per la riqualificazione dell’area che ospitava l’ex Feltrificio Scotti. Sono bastati pochi minuti, invece, per scatenare le polemiche dell’opposizione, centrodestra e liste civiche, per nulla contenta della decisione dell’amministrazione guidata da Roberto Scanagatti. 

Ma il Comune ha deciso: l’area - così si legge in una delibera in merito dello scorso novembre - “che occupa una superficie di 15.964 mq. ed è compresa tra viale Battisti a Sud, il complesso della Chiesa del Carmelo in lato Ovest, via Scarlatti a Nord e via Donizetti a Est” sarà riqualificata secondo il progetto presentato a palazzo Trento e Trieste da fondazione De Ponti, proprietaria del sito, e dagli architetti Michele e Bernardo Faglia.  

Là dove c’era la Scotti, nasceranno quindi - si legge ancora nella vecchia delibera, praticamente identica a quella approvata - “un nuovo quartiere polifunzionale, nuovi servizi ed aree pubbliche, nonché spazi residenziali e commerciali; una nuova via di attraversamento ciclopedonale; aree a verde pubblico; nuovi parcheggi in superficie su via Scarlatti e via Battisti, e posti auto al piano interrato a servizio delle residenze e delle attività commerciali; una scuola di musica; un nuovo Auditorium pubblico di quattrocento posti e spazi di servizio annessi”. 

Tradotto, e semplificato: nascerà un nuovo quartiere con novanta appartamenti, negozi, una pista ciclabile, un parco verde, una scuola di musica, un Auditorium da quattrocento posti e dei parcheggi. 

O, forse, dei parcheggi. Perché a ben guardare, già a novembre scorso, il Pii presentava una lacuna, non da poco. “Lo studio - si legge - si è occupato della dotazione di aree di sosta. Minima presenza di auto in superficie per 24 posti e la quasi totalità al piano interrato: 140 posti auto privati relativi agli edifici residenziali, 64 posti auto di pertinenza la servizio delle funzioni commerciale/terziaria e 4 posti auto pubblici al servizio della funzione pubblica”. 

Come dire: il futuro Auditorium - dalla capienza preventivata di quattrocento persone - avrà quattro posti auto a disposizione, o - così parlava lo stesso architetto Bernardo Faglia sempre a novembre scorso in Comune - il “parcheggio della Chiesa del Carmelo, che può essere una soluzione poiché l’amministrazione desidera l’Auditorium”.

Un’Auditorium senza parcheggio, quindi. Almeno sulla carta. Ma non è tutto. Perché il progetto ha un costo - 5.098.000,00 di € per l’esattezza - che in parte peseranno sulle casse del Comune. 

Se i promotori del progetto - fondazione De Ponti, proprietaria dell’area, e lo studio di architetti Faglia - spenderanno poco più di quattro milioni di euro - a fronte di un mancato versamento al Comune di oltre tre milioni di euro di "oneri di urbanizzazione" -, a piazza Trento e Trieste saranno costretti a sborsare 932.000,00 € per gli arredi di un Auditorium che nessun cittadino ha chiesto, scelto o votato. 

Ma ancora non è tutto. I problemi non sono solo la differenza di vedute tra destra e sinistra, l’utilità o meno di un Auditorium da quattrocento posti in una città che fa fatica a tenere in piedi “Binario 7”, o l’assenza di un parcheggio. No. Il “problema” - nulla di illegale, si intende - è che Michele Faglia a Monza non è un nome qualsiasi. 

L’architetto Faglia è l’uomo che dal 2002 al 2007 ha guidato la città al capo di una giunta di centrosinistra. Il tutto, naturalmente, prima di tornare a fare il suo lavoro da architetto: ruolo nel quale ha presentato il progetto per la riqualificazione dell’ex Scotti. E ruolo nel quale tra giovedì notte e venerdì mattina ha parlato in Comune. 

Tutto concesso. Tutto in regola. Ma, ancora forse, semplicemente poco opportuno, come fa notare il consigliere di minoranza Paolo Piffer, che aveva provato - naturalmente senza riuscirci - a spostare parte dei soldi che saranno spesi per la riqualificazione, in progetti di edilizia convenzionata e in interventi per l’edilizia scolastica.  

“Abbiamo sollevato la questione etica - si è sfogato - E’ il caso che un ex Sindaco presenti all'aula progetti come un qualsiasi cittadino? Nessun dubbio sulla legittimità degli atti o sulla professionalità della persona - sottolinea -, sosteniamo soltanto che in questo modo sarà davvero sempre più difficile per tutti noi sradicare quel luogo comune presente in città che "ognuno faccia costruire i suoi”.

Ma alla fine così sarà. Con 16 voti favorevoli, 7 contrari e 1 astenuto - in realtà poi verbalizzato come voto favorevole perché dovuto a un errore - all’alba di venerdì 12 giugno si è deciso che la Spa, il complesso residenziale e l’Auditorium si faranno. I parcheggi forse. 

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