Rinasce l’ex Macello: venti milioni di euro per costruire tre scuole

Il Comune, in collaborazione con Regione Lombardia e con il governo, ha individuato i fondi necessari per l’operazione. Nell’area, che al momento è abbandonata e degradata, troveranno posto la Bellani, la Citterio e la Porta

Per la questione Macello il Comune ha pagato 2 milioni di multa

Addio degrado. Addio abbandono. Benvenute istruzione e scuole. Benvenuta rinascita. 

Sembra essere finita la vita da “dimenticata” dell’area ex Macello di Monza. Molto presto, infatti, nella struttura di via Buonarroti inizieranno i lavori per la costruzione di un polo scolastico, che ospiterà tre scuole. 

La via sembra essere ormai tracciata e il Comune ha avuto ragione. La partecipazione alla selezione promossa dal governo per individuare progetti di scuole innovative ha infatti premiato l’amministrazione Scanagatti, che ha ora intenzione di edificare nell’area le nuove scuole Bellani e Citterio e una succursale della Porta. 

Il costo delle operazioni, secondo una prima stima, si aggirerebbe attorno ai venti milioni di euro. Una parte arriverà proprio da Roma, una seconda tranche dalla Regione, che si è già impegnata a finanziare l’opera, e un’ultima parte la metterà il Comune di Monza. 

Comune che, per l’area ex Macello, di milioni di euro ne ha già sborsati due. E inutilmente. Tutta “colpa” del tribunale che, in primo grado, ha condannato l’amministrazione a pagare due milioni e trecentomila euro di multa come risarcimento danni alla società che avrebbe dovuto svolgere alcuni lavori nell’area, ma che non ha mai potuto iniziare l’opera per negligenze proprio delle varie giunte. 

La storia dell’ex Macello, insomma, non si concluderà con dieci anni di inutili attese, con una maxi multa e con un’area rimasta degradata e abbandonata. Ma continuerà, come aveva annunciato il segretario del Pd, Alberto Pilotto, con i lavori per la costruzione di un polo scolastico. 

Potrebbe restare, ad ora, un solo problema da risolvere. E non da poco. Sembra che la zona, per la vicinanza al Lambro, sia stata giudicata in passato come ad elevato rischio idrogeologico. Se la situazione fosse confermata, una soluzione, evidentemente, andrebbe trovata.

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Al Comune il compito di sbrogliare anche l’ultima matassa. E di riscrivere la storia, finora triste, dell’ex Macello. 

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