Seregno, le indagini e il terremoto sordo per il caso Gioffrè

Ieri l'operazione «Ulisse» ha portato in carcere 37 persone. Dalle carte emergono le minacce della criminalità organizzata all'imprenditore Roberto Gioffrè. Ma il fratello, consigliere comunale, secondo il gip cercò di minimizzare

Il comune di Seregno (© Lorenzo Mussi)

SEREGNO  – Un silenzio assordante. Così la politica accoglie la notizia dell’operazione Ulisse a Seregno. Trentasette arresti, estorsioni,  un bunker in una villa, ma nessuno parla. Non si registrano dichiarazioni. Tace perfino l’ufficio stampa del Comune.

ASSENZE - Sorprende sopratttutto il fatto che negli atti questa volta manchi del tutto la città simbolo della presenza della criminalità organizzata in Brianza, cioè Desio. Ma l’epicentro si è solo spostato di qualche chilometro. A Seregno, per la precisione, amministrazione che si è costituita parte civile nei processi contro la ‘ndrangheta seguiti all’operazione Infinito del luglio 2010. Il sindaco Giacinto Mariani ai tempi disse: «In tribunale non c’è la fila per venirci dietro».

ULISSE - Poi  però arrivano i 37 arresti. E nell’ordinanza di custodia cautelare emessa ieri  c’è anche il racconto di Roberto Gioffrè, schiaffeggiato in pubblico e minacciato di morte per non aver voluto pagare il pizzo. L’imprenditore è fratello di Francesco Gioffrè, consigliere comunale di Seregno, non indagato. Il comportamento di quest'ultimo – scrive il magistrato - appare  «vicino alla connivenza» con il sistema della criminalità organizzata, per aver cercato di «minimizzare» le minacce ricevute dal familiare. Un uomo che per aver denunciato è stato costretto scappare all’estero. «Personaggio opaco» lo hanno definito i magistrati di Milano. Ma rappresentante delle istituzioni in consiglio comunale, e  - oltretutto – sostenitore della giunta Lega-Pdl di Giacinto Mariani. Che per l'occasione  si trincera dietro un secco «no comment».

TERREMOTO SORDO - Eppure, il caso non è di quelli che possono passare sotto silenzio. Tra pochi giorni sarà riunita l’assemblea cittadina. Si dimetterà Gioffrè? Resterà al suo posto? Il rischio è che a Seregno scoppi un terremoto politico proprio come è accaduto a Desio nel 2010.  O forse no.  «Siamo di fronte a un fatto grave che non può essere sottovalutato - ripetono all’unisono Mauro Ballabio e Mauro Brivio, rispettivamente  capogruppo e segretario del Pd locale - L'assemblea cittadina deve riunirsi per prendere una decisione collegiale». Come dire: bufera annunciata.  Vedremo se si tratterà solo di  un temporale estivo.

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