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Tangenti per gli appalti, bufera sulla Sangalli

Arrestato Giancarlo Sangalli (ai domiciliari) e i tre figli: avrebbero versato tangenti per l'appalto di Monza del 2009. In carcere anche il sindaco di Pioltello

La Sangalli è al centro di una inchiesta condotta dalla procura di Monza che ha portato, mercoledì 11 mattina, a numerosi arresti e perquisizioni e al sequestro cautelare di circa 14 milioni di euro. Corruzione e turbativa d'asta le accuse principali. Tra gli altri è stato arrestato il sindaco di Pioltello Antonio Concas (centrosinistra), con l'accusa di avere percepito dalla Sangalli una tangente di 20 mila euro per proseguire il contratto in essere tra la società e il comune.

La Sangalli avrebbe creato fondi neri con un sistema di fatture "gonfiate" emesse da società compiacenti, finite anch'esse sotto inchiesta, e in tal modo si sarebbe aggiudicata appalti per 260 milioni di euro, di cui 127 con il comune di Monza. Agli arresti domiciliari il "patron" Giancarlo Sangalli, mentre in carcere i suoi tre figli Patrizia Annamaria, Daniela e Giorgio Giuseppe. Secondo le accuse, la famiglia Sangalli avrebbe versato due tangenti (da un milione ciascuna) per aggiudicarsi l'appalto della raccolta dei rifiuti a Monza, nel 2009, per il valore di 127 milioni.

La prima tangente sarebbe stata pagata a politici e funzionari del comune. La seconda tangente sarebbe invece stata versata a due ex dirigenti di Amsa, per evitare che partecipasse alla gara monzese.

La procura si sta attivando per garantire la continuità aziendale della Sangalli, in modo da non interrompere le raccolte dei rifiuti e dare un futuro ai circa mille dipendenti.

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