Tangenti Sesto, Filppo Penati chiede il rito immediato

L'ex sindaco della Stalingrado d'Italia ha chiesto il rito immediato nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Monza su un presunto giro di tangenti sulle aree Falck e Marelli

Filippo Penati (da Wikipedia)

MONZA - L'ex presidente della Provincia di Milano nonché ex sindaco di Sesto San Giovanni, Filippo Penati, ha chiesto oggi di essere giudicato con il rito immediato nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Monza su un presunto giro di tangenti sulle aree ex Falck e Marelli.

L'istanza di giudizio immediato di Filippo Penati è stata depositata questa mattina dai suoi difensori, gli avvocati Nerio Diodà e Matteo Calori, al gup di Monza, Giovanni Gerosa e verrà notificata anche alle parti offese tra cui il Comune di Sesto San Giovanni e la Provincia di Milano.

L'ex sindaco della 'Stalingrado d'Italia, nonché ex capo della segreteria politica di Pierluigi Bersani, già lo scorso primo ottobre, quando i pm monzesi Walter Mapelli e Franca Macchia avevano chiesto il rinvio a giudizio per lui e per altri 21 indagati e una società (la Codelfa del gruppo Gavio), aveva annunciato che avrebbe fatto richiesta di rito immediato per accelerare i tempi della giustizia. Con il giudizio immediato si salta infatti il passaggio dell'udienza preliminare (fissata per il prossimo 23 gennaio) e l'imputato, in questo caso Penati, verrebbe mandato direttamente a dibattimento.

Già 3 mesi fa l'attuale consigliere regionale aveva spiegato la sua scelta con la necessità di difendersi il prima possibile nel processo, ritenendo di essere estraneo alle accuse essendo "certo" della correttezza del suo operato.

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Quello che riguarda Penati e gli altri 22 imputati è il filone principale dell'inchiesta che riguarda presunte tangenti versate in cambio di concessioni edilizie sulle aree ex Falck e Marelli e che si è estesa alla gestione della Milano Serravalle e ai finanziamenti elettorali ritenuti illeciti per un totale di 360.000 euro a favore di Penati in vista delle elezioni provinciali e regionali del 2009 e del 2010.(ANSA)

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