Audio dei leghisti sui treni "elettorali", la protesta dei 5 Stelle in Regione

Cartelli di protesta contro la Lega e l'assessora ai trasporti Terzi

Nuovi treni di Trenord trattati come "strumento" per la campagna elettorale e per acquisire consenso. Strano, ma non troppo a pensarci bene. Politica è anche ricerca del consenso e le politiche pubbliche sono viste, dai politici, anche come mezzi per ottenere voti. Ma la conversazione tra due leghisti al Pirellone, "captata" dai microfoni aperti della sala in cui si trovavano e ripresa dal Fatto Quotidiano, a qualcuno fa pensare che i treni in via di acquisizione siano finalizzati più all'acquisizione di voti che non ad alleviare i disagi dei pendolari lombardi.

Così il Movimento 5 Stelle, martedì in aula del consiglio regionale, ha messo in scena una protesta con tanto di cartelli esibiti durante il dibattito. Ma facciamo un passo indietro. Il dialogo (registrato, come tutte le riunioni che si effettuano nell'aula dei gruppi consiliari) si è svolto tra Roberto Anelli (capogruppo del Carroccio in Regione) e Paolo Grimoldi (parlamentare e segretario della Lega in Lombardia).

Grimoldi, ad un certo punto, dopo avere sottolineato l'importanza dei nuovi treni («prima delle elezioni regionali arrivano 'sti cavolo di treni nuovi?»), spiega la sua strategia per quando saranno pronti: «Abbiamo fatto una riunione, c'era anche Gibelli (presidente di Fnm, n.d.r), invece che iniziare a mettere un treno qua, un treno là, bisognerebbe mettere appena arrivano i treni: qual è la linea più frequentata, non più sfigata… Non la più… Non me ne frega un cazzo! Qual è quella con il maggior numero di utenti? Ecco, allora, prendi cinque treni, appena arrivano i primi cinque, e li metti tutti su quella linea dove c’è… che ne so… 300 mila pendolari».

La contrapposizione tra "più sfigata" e "più frequentata" sembra fare intendere che al "capo" della Lega in Lombardia interessi "iniettare" i nuovi treni dove c'è maggior numero di bacino d'utenza, anziché sulle linee più problematiche per vari motivi. Immediata la reazione dei gruppi di opposizione («si dovrebbero vergognare: questo è il modo in cui gestiscono le società regionali, che sono un patrimonio dei lombardi e non una succursale di via Bellerio», ha tuonato Pietro Bussolati del Pd). 

E poi la protesta dei 5 Stelle: «L’assessorato - ha commentato Marco Degli Angeli - non serve a nulla, è ormai un ministero di propaganda, Terzi deve fare un passo indietro, è chiaro a tutti che non decide nulla. I treni per la Lega sono merce elettorale e quelli nuovi andranno sulle linee più frequentate, per essere visti, e non su quelle allo sbando dove i pendolari trascorrono ore di inferno tra ritardi e soppressioni quotidiane».

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