Tribunale di Monza, un'interpellanza in Senato per chiedere un intervento

La richiesta della senatrice del Pd Lucrezia Ricchiuti al ministro della Giustizia per far fronte alla situazione del Tribunale monzese e sollecitare una riforma della giustizia

La vicenda del Tribunale di Monza chiuso per protesta e il discusso ricorso al Tar è approdata in Senato.

La senatrice brianzola Lucrezia Ricchiuti ha presentato a Roma un’interpellanza per chiedere al ministro della Giustizia, Andrea Orlando, un intervento.

Nel testo si chiede al ministro se sia “a conoscenza della situazione del tribunale di Monza e se intenda assumere iniziative specifiche, nell'ambito delle proprie competenze, per rafforzare quella sede giudiziaria, in attesa di farsi promotore di un'effettiva riforma della giustizia che si attende da troppo tempo”.

Nel suo intervento la Ricchiuti ha presentato nel dettaglio la situazione del palazzo di giustizia monzese, il sesto per importanza sul territorio nazionale.

“Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto legislativo n. 14 del 2014, che ridisegna la geografia giudiziaria nel nostro Paese, è entrato ufficialmente in vigore l'ultimo atto della riforma iniziata nel settembre 2012 dal Ministro della giustizia pro tempore Paola Severino. Con questa riforma sono stati chiusi 30 tribunali e altrettante procure della Repubblica, 270 sezioni distaccate di tribunale e quasi 700 uffici del giudice di pace”.

Per illustrare le difficoltà e la mole di lavoro aumentata a fronte di un organico costantemente ridotto, senza sostituzione dei pensionamenti, la senatrice del Pd ha fatto anche riferimento alle vicende che hanno portato alla chiusura della “sede distaccata di Desio, sia per quel che concerne il lavoro dei giudici togati sia per quel che concerne i giudizi di pace”, con un bacino di utenza di 20 comuni, con una popolazione residente pari a 403.566 abitanti.

“La successione di questi atti e fatti denota una totale carenza di strategia nella cura dei problemi della giustizia italiana” denuncia la senatrice Ricchiuti, che chiede un intervento per risolvere la situazione. “Da molti anni c'è il blocco del turn over. I pensionati non vengono sostituiti, sicché le cancellerie dei tribunali italiani sono in progressivo depauperamento di personale, esperienza ed entusiasmo; i cosiddetti precari della giustizia non hanno ottenuto una proroga del loro contratto e i dipendenti in servizio non sono retribuiti per il lavoro straordinario” ha spiegato.

“L’argomento della mancanza dei fondi è tanto pretestuoso quanto fallace, perché un sistema giustizia che non funziona è un costo per la società e per la sua economia ben più alto delle risorse ordinarie necessarie per far funzionare gli uffici” ha infine spiegato.

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