Vimercate, il sindaco contro il parcheggio a pagamento del Pronto Soccorso

Il primo cittadino vimercatese Paolo Brambilla ha inviato giovedì una lettera all'Assessore Regionale alla Sanità Mario Mantovani, al Direttore Generale dell'Azienda Ospedaliera di Desio e Vimercate Pietro Caltagirone e alla società Vimercate Salute spa

L'ospedale di Vimercate

Il Sindaco di Vimercate, Paolo Brambilla, non è d'accordo al pagamento del parcheggio al Pronto Soccorso dell'ospedale.

E per esprimere la sua opposizione alla mozione presentata in consiglio comunale martedì 29 luglio che dal 1 agosto vede l'entrata in vigore di un sistema di tariffazione del parcheggio del pronto soccorso ha scritto una lettera all’Assessore Regionale alla Sanità Mario Mantovani, al Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera di Desio e Vimercate Pietro Caltagirone e alla società Vimercate Salute spa.

"E’ evidente che tale evenienza comporterebbe un ingiusto ed oneroso aggravio per gli utenti che hanno la necessità di rivolgersi a tale servizio e che già si trovano in una situazione di emergenza per la salute dei loro cari" ha spiegato Brambilla nella lettera.

"Non credo sia comprensibile, e coerente con gli elevati standard di servizio dei quali si fregia il nostro servizio sanitario lombardo, anche a Vimercate, che chi si trova già in quella situazione particolarmente difficile, debba anche preoccuparsi della questione della sosta e del relativo pedaggio, a volte anche gravoso per la durata della sua fruizione” ha poi aggiunto il primo cittadino.

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Per evitare che un simile aggravio a chi già si trova in situazioni di estrema urgenza recandosi al Pronto Soccorso il sindaco Paolo Brambilla ha anche rivolto un appello: “si chiede pertanto di voler verificare ogni possibilità, eventualmente anche oltre lo stretto dettato contrattuale vigente tra le vostre organizzazioni, per impedire che tale pagamento si aggiunga a quelli ai quali sono sottoposti tutti coloro che si avvicinano ai servizi del nuovo ospedale. Ci auguriamo che la ragionevolezza consenta di impedire tale trattamento, come è stato possibile fare, anche parzialmente, in altre situazioni”.

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