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Giovedì, 22 Febbraio 2024
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Replay#1 presenta Flavio Favelli con l'installazione "Casematte"

Al via venerdì 19 novembre un progetto speciale dell'artista per la rassegna curata dalla neo direttrice artistica del MAC di Lissone, Francesca Guerisoli

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MonzaToday

Il MAC Museo d’Arte Contemporanea di Lissone presenta REPLAY – Installazioni context specific e incontri sulla museologia del contemporaneo, un progetto a cura di Francesca Guerisoli che prevede un’ampia riflessione della durata di un anno sulla Sala Gino Meloni, sede della collezione dello storico Premio Lissone. L’obiettivo di REPLAY è di rinnovare l’attenzione nei confronti della collezione permanente del Premio innescando riflessioni sui valori dell’opera d’arte, le modalità di allestimento, di fruizione, la mediazione culturale e il collezionismo. Da novembre 2021 a novembre 2022, la Sala Gino Meloni vedrà succedersi quattro interventi context-specific di artisti contemporanei che svilupperanno singole installazioni a partire dalla collezione e dall’allestimento del Premio Lissone, a cui si affiancheranno di volta in volta due incontri a tema con esperti del mondo dell’arte e della cultura. REPLAY esordirà con l'artista Flavio Favelli e l’installazione ambientale "Casematte" (dal 19 novembre al 29 gennaio) e due conferenze condotte da Francesca Guerisoli con Lorenzo Balbi, direttore artistico MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna (17 dicembre 2021, ore 18.00) e con Francesca Comisso, storica dell’arte, docente e curatrice indipendente (14 gennaio 2022, ore 18.00). L’installazione ambientale di Favelli è inedita e si propone di stimolare un dibattito sull’idea di collezione e collezionismo d’arte, nonché sullo spazio museale destinato alle opere dello storico Premio Lissone. Al centro del progetto "Casematte" la collezione permanente storica del Premio Lissone. Osservando lo sala espositiva, Flavio Favelli ha pensato a una scelta decisa e radicale nel tentativo di cambiare la percezione dello spazio. L’intervento consiste nell'installazione di due costruzioni simili – Casematte –, analoghe per dimensione, che si vanno a configurare come dei “monolite”. I due blocchi sono costituiti dalle tipiche cassette di plastica utilizzate per trasportare le bottiglie di acqua minerale, oggetti che l’artista raccoglie e colleziona da tempo. Uno dei due blocchi è di colore rosso, composto da cassette “Igea Catanzaro”, ditta ormai scomparsa; l’altro è costituito da diversi tipi di cassette, con marchi e colori differenti. Scrive Flavio Favelli: "le cassette portabottiglie di bibite e di acqua sono oggetti apparentemente banali: sono una delle poche cose non vendibili perché appartengono alla ditta che le produce. In ognuna c'è sempre scritto proprietà privata o tutelata o perseguibile ai termini di legge. Fanno parte di una strana categoria di prodotti inalienabili e si possono reperire solo quando sono abbandonati. Hanno colori netti e loghi e nomi poco marcati, creando uno strano equilibrio fra oggetto di industria e qualche libertà estetica. Sono parte del paesaggio Italiano. Sono oggetti che testimoniano, con un semplice segno pubblicitario del recente passato, un complesso mondo di ricordi e immagini che l’Italia, nell’età moderna, ha saputo inventare. In particolare, il logo del marchio Igea, figura mitologica greca, rappresenta un mondo oramai svanito di piccole presenze locali ed indipendenti, un tempo scomparso, dove la storia creativa del Bel Paese si traduceva in prodotti e pubblicità. La storia moderna non è più costituita dell’arte, ma dai prodotti e dalle merci. C’è anche un sottile filo fra l’oggetto cassetta, banale, reietto, ma cosa tutelata e l’opera d’arte: entrambi hanno uno status particolare, hanno uno statuto ontologico diverso dagli altri oggetti. Alle pareti ci saranno dei “quadri”, composizioni di cartone con smalto colore oro, che, con le cassette, contribuiscono ad affermare una specie di idea di terzo paesaggio rivisitato, rimaneggiato, sofisticato, dove il segno dell’imballaggio, della scatola, degli oggetti dell’industria, diventano soggetti. Il contenitore diventa così contenuto, mostrando un immaginario articolato." Completeranno la mostra alcune plafoniere al neon che daranno luce all’ambiente, una scelta che esclude la classica illuminazione da spazio espositivo.

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