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Mercoledì, 29 Giugno 2022
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Epatite C, affluenza record allo screening gratuito

Lo studio è destinato ai soggetti nati tra il 1969 e il 1989 che accedono ai punti prelievo del San Gerardo

Già nella prima giornata le adesioni hanno superato le aspettative: circa il 50% degli aventi diritto ha detto sì. È partito da poche ore il programma per l’attuazione del piano di eliminazione del virus dell’epatite C in regione Lombardia a cui ha aderito anche la Asst Monza. A fronte dell’incremento degli aventi diritto registrato oggi, venerdì 27 maggio, i dati confermano il successo dell’iniziativa, considerata la fase iniziale di promozione dello screening: in particolare sui prericoveri questa mattina ha accolto l’invito il 100% degli aventi diritto.

Determinante la diagnosi precoce

Per poter effettuare una diagnosi precoce e intervenire tempestivamente contro questa infezione, il ministero della Salute ha promosso lo screening per l'epatite C in tutti i soggetti nati tra il 1969 e il 1989, che non hanno mai assunto farmaci orali di ultima generazione per il trattamento dell’epatite (disponibili dal 2015) o che non hanno ricevuto un trattamento efficace per la malattia negli anni precedenti. Lo screening è gratuito ed è offerto a tutti i cittadini che accedono ai punti prelievo dell’ospedale San Gerardo, dell’ospedale Vecchio, e a partire da giugno al Poliambulatorio di Brugherio e ai pazienti che verranno ricoverati nella struttura ospedaliera, qualora rientrino nelle categorie indicate. Il test prevede un prelievo di sangue standard per la ricerca degli anticorpi contro l’epatite C, effettuato insieme agli esami del sangue di routine.

Un virus silenzioso

“Il virus dell’epatite C è un nemico silenzioso, che spesso non dà segni della propria presenza ma che può provocare cirrosi epatica e tumori. Oggi per questa infezione esiste una cura di breve durata (massimo 3 mesi) con pochissimi e trascurabili effetti collaterali e altamente efficace, in grado di guarire oltre il 95% dei pazienti L’infezione cronica da virus dell’epatite è una delle principali cause di morte e ricovero nel mondo”, ha spiegato Paolo Bonfanti, direttore della clinica di malattie infettive dell’ospedale San Gerardo di Monza e professore associato di malattie infettive dell’università degli studi di Milano Bicocca.

Nel 2015 ogni mezz'ora moriva una persona per l'epatite C

Si calcola che nel nostro Paese circa tra l’1% e l’1,5% della popolazione ne è affetta; in particolare, in Lombardia si stima che circa 150mila persone presentino l’infezione da Hcv. Molti di questi casi,però, rimangono non diagnosticati. È per questo motivo che regione Lombardia dà l’opportunità di sottoporsi al test per la ricerca nel sangue dell’anticorpo contro il virus Hcv. Il progetto presso la Asst Monza è coordinato dalla struttura complessa di gastroenterologia diretta dal professor Pietro Invernizzi e dalla clinica di malattie infettive diretta dal professor Paolo Bonfanti. I responsabili operativi sono il dottor Antonio Ciaccio (gastroenterologia) e il dottor  Alessandro Soria (malattie infettive).

In caso di positività partirà un percorso mirato

Dopo lo screening, che proseguirà tutti i giorni fino alla fine dell’anno, verrà consegnato un referto insieme all’esito degli altri esami ematici. In caso di positività, il paziente verrà ricontattato dall’ospedale per avviare il percorso di guarigione dall’epatite C. Sarà cura dello stesso ospedale provvedere al riconoscimento dell’esenzione per patologia, prescrivere tutti gli esami necessari e dare inizio al trattamento antivirale. “Un’iniziativa importante - ha sottolineato il direttore della Asst Monza Silvano Casazza - che ci aiuta concretamente a svolgere azioni sempre più efficaci e puntuali a favore della tutela della salute dei cittadini. Auspico che i risultati delle prime due giornate proseguano e che sempre più persone si sottopongano allo screening per questa infezione spesso asintomatica”. 

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