Salute

Lo sport come terapia per i bimbi malati di tumore: al Centro Verga una ricerca internazionale

Lo scopo è dimostrare che l’esercizio fisico e lo sport sono efficaci per contrastare le problematiche legate alla malattia e alle terapie nei bambini e adolescenti affetti da patologie oncologiche

Che l’esercizio fisico faccia bene è cosa risaputa fin dall'antichità. Adesso diventa anche oggetto di uno studio scientifico internazionale. Protagonisti i piccoli pazienti oncologici seguiti al Centro Maria Letizia Verga di Monza. I ricercatori di uno dei fiori all’occhiello della sanità e del volontariato brianzolo hanno vinto il bando di ricerca della Commissione Europea “FORTEe project”.

L'obiettivo dello studio

Il progetto ha l’obiettivo di dimostrare che l’esercizio fisico e lo sport sono efficaci per contrastare le problematiche legate alla malattia e alle terapie nei bambini e adolescenti affetti da patologie oncologiche e per migliorarne la qualità di vita. Il progetto, appena partito, verrà finanziato con 700mila euro, ha una durata di 5 anni e si concluderà nell’agosto del 2026. Al progetto hanno aderito 16 istituzioni in 8 Paesi (Spagna, Italia, Germania, Inghilterra, Francia, Romania, Slovenia e Danimarca) coordinati dall’Università Johannes Gutenberg di Mainz, in Germania.

Saranno coinvolti 450 giovani malati oncologici

Saranno 450 i bambini, adolescenti e giovani adulti – children, adolescents and young adults, i cosiddetti “CAYA” - con tumori del sangue o di organi solidi reclutati nei centri che aderiscono al progetto: l’obiettivo è dimostrare che l’esercizio è sicuro e che, anzi, può essere di supporto alla terapia oncologica. Durante la malattia e il percorso di cura i piccoli e i giovani pazienti sono spesso relegati a periodi di immobilità. Lo studio vuole evidenziare che, anche in quella fase, sotto la supervisione di esperti e costanti adattamenti alle condizioni cliniche e di salute, lo sport ha comunque effetti benefici anche se ad oggi non è ancora stato dimostrato definitivamente l’impatto dell’allenamento di precisione nei CAYA con patologia tumorale.

Dimostrare che lo sport fa bene anche durante la terapia

Il progetto si inserisce in questo vuoto conoscitivo e vuole dimostrare che l’esercizio fisico e lo sport sono una terapia sicura e potenzialmente efficace per contrastare la fatica, mantenere forza, capacità aerobica, coordinazione ed agilità e per migliorare la qualità di vita dei CAYA. Inoltre, ci sono evidenze preliminari che una migliore efficienza dei sistemi che servono per svolgere esercizio fisico, come cuore, polmone, e sistema muscolo-scheletrico, possano sostenere il sistema immunitario nella lotta contro il tumore, in sinergia con i farmaci e trattamenti oncologi. In aggiunta, FORTEe ha come obiettivi anche lo sviluppo di tecnologie digitali innovative, come la realtà aumentata, per incrementare la motivazione e il coinvolgimento dei pazienti CAYA, e l’implementazione di linee guida per l’effettuazione di esercizio fisico e sport come terapia negli ospedali pediatrici d’Europa e nel mondo.

Due i centri selezionati in Italia

Il progetto FORTEe è suddiviso in sette work packages e la Fondazione Monza e Brianza per il Bambino e la sua Mamma (MBBM), ente gestore del Centro Maria Letizia Verga, sarà il leader del work package dedicato alla sperimentazione clinica. A dirigere il progetto il professor Andrea Biondi, direttore scientifico del Centro Maria Letizia Verga e la professoressa Adriana Balduzzi, pediatra e responsabile del centro trapianti. Il Centro di Monza è stato selezionato per la sua storia di eccellenza nella cura di giovani pazienti con leucemia, linfoma e altre patologie non oncologiche del sangue e per il progetto di ricerca già in atto sull’impatto dello sport e dell'esercizio di precisione nei pazienti. Altro centro italiano è l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, che partecipa al progetto per la parte di sperimentazione sui tumori solidi pediatrici.

Al Centro Verga lo sport è già realtà

 “Siamo molto orgogliosi di questo importante riconoscimento che premia l’attività che stiamo portando avanti con grande impegno - dichiara Francesca Lanfranconi, medico dello Sport e ricercatrice in Fisiliogia dell’uomo al centro Maria Letizia Verga -. Fino a pochi anni fa al Centro Maria Letizia Verga l’attività sportiva veniva proposta solo ai bambini a fine terapia e in buone condizioni di ripresa dalla malattia. Visti i buoni risultati, oggi tutti i nostri pazienti affetti da emopatia maligna o sottoposti a trapianto di midollo vengono presi in carico nel percorso della Sport Therapy affinché possano beneficiare di un allenamento che si propone di mantenere efficienti muscoli, polmone, cuore e tutti gli organi che vengono stressati dalla terapia”. Dal 2017 è attivo a Monza il progetto di ricerca “Sport Therapy” del Centro Maria Letizia Verga presso la Clinica Pediatrica della Fondazione Monza e Brianza per il bambino e la sua Mamma. In questi anni la Sport Therapy del Centro ha accolto circa 400 pazienti, dai 18 mesi ai 22 anni, di cui il 25% sottoposto a trapianto di midollo osseo, per un totale di oltre 10.300 allenamenti.

Tutte le attività sportive per i giovani pazienti oncologici

I pazienti iniziano il percorso della Sport Therapy all’esordio di malattia, a seguito di una visita medico-sportiva ed una valutazione delle caratteristiche di potenza aerobica, forza, stabilità e flessibilità, e proseguono anche oltre il termine delle terapie. A ciascuno viene prescritto un allenamento di precisione e individualizzato. Ogni giorno, a seguito di una consultazione multidisciplinare tra pediatra, medico dello sport, scienziato motorio e osteopata, l’allenamento viene adeguato all’andamento clinico del singolo paziente. Il team della Sport Therapy è coordinato dalla professoressa Adriana Balduzzi, che coordina il gruppo di lavoro composto da oltre 15 professionisti tra medici dello sport, professionisti laureati in scienze motorie e osteopati. Tra questi, due professionisti, oggi adulti, che da bambini sono stati sottoposti a trapianto presso il Centro. E' il dottor Momcilo Jankovic, responsabile dell’equipe psico-sociale del Centro, a presiedere agli aspetti di implementazione delle risorse, insieme all’amministrazione ed alla direzione del Centro. Tra gli sport che i pazienti possono praticare ci sono il golf, l’arrampicata su una parete attrezzata, il calcio e la bicicletta senza pedali. Gli allenamenti si svolgono sia nelle camere di degenza del centro trapianti, del reparto di ematologia e del day hospital, sia negli spazi specificatamente dedicati all’attività, che sono la palestra, che ha una superficie di 160 mq, e la terrazza esterna, di 400mq,

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