Dai libri tradizionali ai libri elettronici tra rischi e potenzialità

La nascita del libro elettronico ha segnato una tappa importante nel campo della tecnologia ma a che punto siamo con la diffusione degli e-book?

L’istituzione scolastica è sempre più a passo con i tempi. Sono tanti i progetti innovativi e tecnologici che prendono forma all’interno delle scuole. Quasi tutti tendono ad essere un vantaggio per la popolazione studentesca, mirano quindi a portare dei benefici. Tra questi ci sono gli e-book. AI libri in formato digitale si può accedere attraverso smartphone, tablet e pc, in sintesi attraverso tutti quegli strumenti che in qualche misura appartengono già alla quotidianità dei ragazzi.

La storia degli e-book

La storia degli e-book viene da molto lontano, da quando nel 1949 una maestra spagnola, Angela Ruiz Robles, ha registrato un brevetto considerato agli antipodi di quello che sarebbe stato poi il più articolato concetto di e-book. Tuttavia, la nascita dell’e-book viene considerata in parallelo alla nascita del progetto Gutenberg. Nel 1971 infatti un'iniziativa avviata dall'informatico Michael Hart si poneva l'obiettivo di costituire una biblioteca di versioni elettroniche liberamente riproducibili di libri stampati, quindi, i più moderni e-book. Da quell’anno ad oggi di strada ne è stata fatta.  

Rischi e potenzialità degli e-book

Seppure i libri elettronici abbiano una diffusione sempre maggiore nella società civile, non è ancora stato definitivamente sigillato l’utilizzo in ambito scolastico. Si studiano di fatti rischi e potenzialità del loro utilizzo rispetto alla crescita e allo sviluppo cognitivo dei ragazzi. Sembra quindi che ora la parola d’ordine rispetto all’utilizzo dei libri elettronici sia “cautela”. Un estratto dal libro “Tecnologie didattiche” dello scorso anno ricorda: “Anche se al momento non è possibile individuare evidenze definitive a favore o contro l’uso dei libri digitali, emergono sia opportunità di innovazione, come molti fattori di rischio, impoverimento e abbassamento dei livelli cognitivi, che spingono ad essere più cauti verso l’introduzione nella scuola dei libri di testo in formato digitale”.

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