Sabato, 25 Settembre 2021
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La Lombardia abbandonata: alla scoperta della Basilica della Santissima Immacolata a Merate

Dal sogno di una piccola Lourdes delle Alpi a straordinario rudere ricoperto dal verde: la costruzione Spirito Maria Chiappetta è oggi la destinazione perfetta per fare "esplorazione urbana"

A Merate viene chiamato ex oratorio San Luigi perché, per trent'anni, è stato il ritrovo parrocchiale del paese. Ora è purtroppo una sagoma diroccata che, ricoperta da rampicanti, si erga mezza nascosta nel verde. La destinazione perfetta per una gita in giornata da Monza.

Non stiamo infatti parlando di un rudere qualsiasi, ma della Santissima Immacolata progettata da Spirito Maria Chiappetta su un’area di 4mila metri quadri poco lontana dal cimitero cittadino. Ingegnere e architetto di fiducia di Papa Pio XI, Chiappetta progettò anche la chiesa dei Santi Martiri Gervaso e Protaso a Triuggio, e fu uno degli esperti più apprezzati durante il Ventennio fascista. Si laureò all’università di Padova nel 1894 e poi divenne sacerdote in età avanzata, grazie ad un’amicizia speciale: quella con il papa, che adottò per lui un permesso speciale. Sempre per questo legame speciale, divenne subito presidente della Pontificia commissione centrale per l’arte sacra in Italia, carica precedentemente avuta dal cardinal Schuster. Nonostante fosse una sorta di "raccomandato", nel suo lavoro Chiappetta era una vera eccellenza: realizzò molti edifici sacri tra cui chiese, campanili, altari, cappelle e monumenti funebri, e si innamorò di Merate quando ci passò nel lontano 1906, decidendo che quello sarebbe stato il luogo perfetto per la sua Lourdes.

L’idea di creare una piccola Lourdes delle Alpi come ritrovo per i numerosi pellegrini si scontrò però con la mancanza di fondi, tanto che il cantiere rimase sospeso a metà. Venne così convertito in oratorio, con aule, teatro e abitazioni. Nel 1970 la curia decise di cedere tutto al Comune e l'edificio iniziò ad essere usato come deposito per sacchi di sale e cartelli stradali.

Ora, nella sua eleganza, ha un fascio discreto e un po’ sinistro, che si svela dietro una cinta alta circa due metri. Purtroppo, il suo interno è stato derubato di tutto, persino di una scalinata in marmo. Per colpa del Patto di Stabilità tutte le idee per la sua riqualifica sono ferme e, piano piano, in attesa di rivivere, sta cedendo sotto le intemperie e le incurie degli anni. Sulla Basilica, peraltro, aleggia una leggenda che spiegherebbe il motivo del suo declino: sembra che, anni fa, un cavaliere sia entrato sul suo cavallo, facendo così sconsacrare immediatamente il luogo. Ecco perché i pellegrini non si sono più visti al suo interno. Al di là delle suggestioni, è davvero un luogo straordinario. Un angolo di Brianza che somiglia ad una fiaba, o forse ad un quadro. O, magari, alla scena d'un apocalittico film.

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