È italiano il più antico rettile dotato di pinna dorsale: la scoperta dei paleontologi monzesi

I paleontologi monzesi Cristiano Dal Sasso e Silvio Renesto firmano una sensazionale scoperta

Foto di Michele Zilioli

Da oggi l’Italia può vantare il più antico rettile al mondo dotato di pinna dorsale, e la sua scoperta appartiene a due monzesi, Cristiano Dal Sasso e Silvio Renesto. L'ittiosauro, vissuto 240 milioni di anni fa, è stato ritrovato nel giacimento di Besano-Monte San Giorgio, luogo protetto dall’Unesco.

Il reperto è stato portato alla luce al Museo di Storia Naturale di Milano: conserva ancora pelle e cartilagini fossilizzate, e si è scoperto essere un diretto parente dei dinosauri. Ha antenati terrestri simili a lucertole, da cui ha ereditato le quattro zampe trasformate poi in pinne per nuotare. Questo permette, come spiega Silvio Renesto (professore di Paleontologia all’Università degli Studi dell’Insubria) di retrodatare di 50 milioni di anni la comparsa della pinna dorsale nei rettili marini, come dimostra lo studio pubblicato con l’Università dell’Insubria sulla rivista Acta Palaeontologica Polonica.

Il fossile, lungo circa un metro, è un ittiosauro adulto appartenente alla specie Mixosaurus Cornalianus. “Nessuno però immaginava che, non troppo tempo dopo l’entrata in mare, avesse sviluppato anche una pinna dorsale, molto simile a quella degli squali e dei delfini. La fossilizzazione è davvero eccezionale, tanto che al microscopio elettronico si riescono a vedere in 3D le singole fibre di collagene che rinforzavano la pinna dorsale e quella caudale, e persino gli strati dermici ed epidermici: era un rettile ma aveva la pelle liscia, non squamosa, afferma Cristiano Dal Sasso, paleontologo del Museo di Storia Naturale di Milano e nativo di Monza.

Nel comunicato del museo milanese, si legge che all’inizio i ricercatori avevano osservato in superficie solo il rilievo della colonna vertebrale, ma quando poi sono stati rimossi gli strati sottili di sedimento che lo ricoprivano, dopo le ossa sono emersi anche i lembi di pelle. E con una forma ben precisa, da come spiegano gli esperti: una pinna triangolare che - al microscopio - appariva rinforzata da fibre di cartilagine perfettamente allineate.

I ricercatori hanno anche ritrovato nello stesso strato di roccia un secondo esemplare di mixosauro, che ha conservato un tratto del tubo intestinale ripiegato a forma di U, da cui è stato possibile trovare anche resti di cibo, come scaglie di pesce e uncini di calamari. Veloci nel nuoto e per nulla facili da catturare, queste prede confermano come l’ittiosauro fosse un abile nuotatore.

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