Puntare sul bio conviene

Il piacere della terra prende piede anche in Lombardia. Mentre la crisi imperversa e le industrie chiudono, apre il Mercato biologico

Il Mercato Piacere Terra di Parabiago, Milano

Nel caos generale degli ultimi tempi arriva una boccata d'ossigeno dai risultati positivi emersi da cifre precise: numeri con il segno più in ogni ambito della bio produzione e dei bio consumi. Pare proprio che il bio sia il settore anti crisi

Gli operatori biologici certificati fino al 31 dicembre 2012 sono 49.709 di cui: 40.146 produttori esclusivi; 5597 preparatori (comprese le aziende che effettuano vendita al dettaglio);  3.669 che effettuano sia attività di produzione che di preparazione; 297 operatori che si occupano di attività di importazione. Questo è quanto emerge da una prima analisi dei dati forniti al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali dagli Organismi di Controllo (Odc) , sulla base delle elaborazioni del SINAB – Sistema dì Informazione Nazionale sull’Agricoltura Biologica.
 
È aumentata la forza della rete bio su tutto il territorio italiano: rispetto ai dati riferiti al 2011 spicca un aumento del numero di operatori pari al 3%. Decisamente non male, soprattutto se si pensa che, a causa della crisi economica, in Italia i consumi in generale ancora non riprendono a crescere. Ed è in provincia di Milano, a Parabiago, che ha aperto oggi il nuovo Mercato Piacere Terra, nato con l’idea di essere riferimento fisso per promuovere un consumo sostenibile, fatto di accessibilità e trasparenza, ma anche di qualità e  tracciabilità dei prodotti, che vogliono dire consapevolezza nell’acquistare. 

Un altro rapporto, realizzato da BioBank agli inizi dell’anno, spiega che nel 2012 erano ben 900 i gruppi d’acquisto solidale (Gas). E non si limitano alla spesa alimentare: comprano insieme energia, acqua, tessile, telefonia. Sul modello dei Gas sono poi nati i gruppi acquisto terreni (Gat, appunto), gente che decide di investire i propri risparmi in un’azienda agricola biologica: la compera e punta sulla vendita diretta, spesso predisposta da altri gruppi organizzati di domanda e offerta, i cosiddetti Godo, che in Umbria mettono in comunicazione per la spesa settimanale le famiglie con i produttori, senza passare per terzi. Il Rapporto BioBank è basato sui censimenti diretti di migliaia di operatori e dalla raccolta sistematica di queste informazioni da cui è nata una vera e propria banca dati del biologico. Un’opera iniziata nel 1993, aggiornata anno dopo anno, seguendo le trasformazioni del settore.

E se per una ragione qualsiasi un’azienda biologica si trova ad affrontare una scarsa liquidità, in suo soccorso arriva una sorta di finanza etica grazie alla quale si anticipano gli acquisti e si rimpinguano le casse. L’aspetto socio economico è quello maggiormente in espansione; coinvolgendo associazioni ed amministrazioni locali, i gruppi di acquisto solidale sono cresciuti dell’86%, passando da 479 nel 2008 a 891 nel 2012. Subito dopo si posiziona il commercio online,che conquista la sua considerevole fetta di mercato con un buon 60% in più.
La Lombardia, assieme all’Emilia Romagna è la regione con la maggior presenza di aziende di trasformazione impegnate nel settore biologico. Mentre la Sicilia seguita dalla Calabria le regioni con maggiore presenza di aziende agricole biologiche. Si tratta di una realtà in divenire su tutto il territorio nazionale:  dai dati SINAB si scopre che la superficie coltivata secondo il metodo biologico, risulta pari a 1.167.362 ettari, con un aumento complessivo, rispetto all’anno precedente, del 6,4%. Ma  è notevole la maggiore propensione al consumo di prodotti biologici nelle regioni settentrionali, che rappresentano da sole il 73% della spesa totale bio.
Anche i mercatini, bio manco a dirlo, sono aumentati del 13%, (fonte: BioBank) se pur in misura disomogenea sul territorio nazionale, perché maggiormente presenti nel nord Italia.

A questo punto è in crescita anche la curiosità sui dati del settore bio nel 2013. Poiché la crisi economica continua, occorrerà forse una sorta di riconversione biologica?

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