Monza calcio, deserta la prima asta: più di 2 milioni di debiti

Nessuno si è presentato al tribunale fallimentare: restano solo due occasioni per salvare il Monza calcio. Ecco il debito sportivo nel dettaglio

La salvezza conquistata sul campo potrebbe rivelarsi inutile (Foto sito ufficiale)

Tutto come prevedibile. Tutto come temuto. E ora restano solo due possibilità per salvare una storia centenaria fatta di imprese e miracoli, l’ultimo dei quali compiuto solo poche settimane fa con una salvezza conquistata sul campo che aveva significato riscatto e nuovo orgoglio per tutti i tifosi biancorossi

E’ andata deserta la prima asta al tribunale per la vendita del Monza calcio. Nessuno si è presentato con un’offerta degna del prezzo base, 624.000,00 euro.

L’asta quindi verrà ripetuta mercoledì 17 giugno alle ore 15.30 con prezzo base di euro 468.000,00. Nel caso andasse ancora deserta, possibilità per nulla remota, ci sarà una terza e ultima “chiamata” il 19 giugno, con prezzo base d’asta di 351.000,00 euro. 

I curatori fallimentari, la dottoressa Brugnoni e il dottor Nicosia, stanno lavorando per ridurre il debito sportivo per rendere il club più appetibile ad eventuali compratori. Proprio in quest’ottica rientra la decisione di rescindere il contratto dell’allenatore Fulvio Pea: una mossa, avallata con grande signorilità dal mister, che ha contribuito ad abbassare il debito. 

Ma a spaventare quegli stessi compratori è proprio il debito sportivo che - euro più, euro meno - supera abbondantemente i due milioni. 

Nel dettaglio, 1.768.921,51 di euro sono gli ingaggi che la potenziale nuova società dovrà versare a tesserati ed ex tesserati;  420.762,23 euro sono i contributi previdenziali che il presidente dovrà corrispondere;  170.370,13 euro di contributi Inail e  12.423,44 di indennità di fine carriera. 

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Il libro dei debiti, conti alla mano, dice 2.372.477,31. Forse, purtroppo, troppi per sperare in una nuova salvezza. 

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