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Truffe agli anziani, otto persone in manette a Monza

 

I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Parma, nell'ambito di un'indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Monza, iniziata nel febbraio 2016 hanno fatto scattare le manette per otto persone, tutte italiane, accusate di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di una serie indeterminata di truffe e riciclaggio i reati contestati.

Decine di truffe commesse in tutta Italia, tra Monza, Milano e Parma con uno stesso copione e un giro di profitti di 150mila euro. I malintenzionati telefonavano a casa delle vittime spacciandosi per avvocati, funzionari in servizio presso le cancellerie o gli uffici contenziosi - recupero crediti di vari Tribunali o presso la Corte dei Conti e segnalavano il mancato pagamento di abbonamenti a riviste riconducibili alle Forze di polizia. 

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I truffatori proponevano alle vittime una transazione bonaria per estinguere il debito con un bonifico bancario di cui fornivano il codice iban e proprio da un codice bancario dove versare il denaro. Le indagini sono iniziate lo scorso febbraio 2016i dopo la segnalazione di una attenta signora parmigiana di 75 anni che ha denunciato immediatamente la truffa. 

Sono sedici in totale i casi di truffe documentati dalle indagini ma gli episodi, sicuramente, sono molti di più. In manette sono finiti V.F. (classe 1981), operante nel settore immobiliare, abile organizzatore del gruppo che si occupava della ricerca delle basi logistiche, fornendo gli arredi, i telefoni cellulari e le relative schede; M. G. (classe 1977), S.A. (classe 1984), N.B (classe 1989) e P.F. (classe 1992) erano i telefonisti del sodalizio che si presentavano rispettivamente come il dottor Peruzzi e il dottor Paganella i primi due e la dottoressa Perego e la dottoressa Nava le ultime, ovviamente tutti nomi di fantasia. Il call center fittizio utilizzato per far partire le chiamate era in un condominio di Cologno Monzese. 

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