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Furti ai bancomat con la tecnica "Black box": sei arresti dei carabinieri di Monza

Sei le persone finite in manette e almeno 35 i colpi. Come agivano

 

I carabinieri del comando provinciale di Monza e Brianza hanno eseguito un decreto di fermo di indiziato di delitto - emesso dalla Procura della Repubblica di Monza - nei confronti di cittadini moldavi, di età compresa tra i 23 ed i 39 anni. Sono sei le persone finite in carcere nell'ambito di un'indagine dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Monza con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di furti aggravati ai danni di sportelli bancomat ATM, con la tecnica cosiddetta “Black Box”.

L’indagine, denominata Windpot dal nome del malware usato dagli hacker per trasformare i bancomat in macchinette erogasoldi in pochi istanti, è iniziata lo scorso settembre e hanno coinvolto le province di Monza e della Brianza, Milano, Bologna, Modena, Vicenza e Mantova, Parma: i carabinieri monzesi hanno eseguito un decreto di fermo di indiziato di delitto - emesso dalla Procura della Repubblica di Monza - nei confronti di cittadini moldavi, di età compresa tra i 23 ed i 39 anni.

Furti ai bancomat con il Blck Box: sei arresti

Secondo quanto ricostruito i sei facevano parte di un’organizzazione criminale molto attiva in Lombardia, i cui sodali pianificavano, in Italia e all’estero, numerosi attacchi informatici ai danni di sportelli bancomat, consistenti nell’“accreditarsi” come “amministratore di sistema” per poi ottenere l’erogazione di tutto il contante dagli ATM colpiti. Gli approfondimenti investigativi hanno consentito di accertare la responsabilità del sodalizio criminale nella commissione di almeno 35 assalti bancomat tra tentati e consumati (è in corso di verifica la responsabilità del gruppo per oltre 20 ulteriori colpi) con un illecito profitto di circa 800.000 euro, commessi nell’arco di soli 7 mesi di cui alcuni anche all’estero.

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