Villaggio Snia, 300 partecipanti al sondaggio “Il villaggio che vorrei” lanciato dal gruppo Facebook

Ampia partecipazione al sondaggio lanciato da Matteo Gavioli, ex candidato sindaco e fondatore del gruppo Facebook “Quelli della Snia!”, che ha chiesto ai concittadini del quartiere come immaginano di migliorare il Villaggio Snia del futuro, soprattutto in vista delle prossime elezioni comunali del 2022: dagli oltre 500 voti espressi emerge che a guidare le richieste c’è un maggiore controllo del territorio (23,6%), sintomo di uno scarso senso di sicurezza, seguito dalla cura delle aree verdi e degli spazi pubblici (15,6%) e dal controllo più puntuale dei flussi migratori (15,2%)

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MonzaToday

Un diffuso e profondo senso d’insicurezza, scarsa soddisfazione in merito al lavoro fatto dall’Amministrazione Comunale per curare il decoro delle molte aree verdi e degli spazi pubblici e un certo allarmismo per la situazione migratoria, a detta di molti fuori controllo soprattutto nel quartiere, oltre a molte ed eterogenee altre richieste per far rivivere il quartiere e provare a tornare agli antichi splendori fatti da vita quotidiana, lavoro, coesione e socialità, ora eredità esclusiva dei ricordi e della memoria dei più grandi. Ecco quanto è emerso dal sondaggio popolare “Il Villaggio che vorrei” lanciato da Matteo Gavioli, giornalista, ex candidato sindaco e fondatore del gruppo Facebook Quelli della Snia! (facebook.com/groups/quellidellasnia), che conta quasi 1700 iscritti che vivono o hanno frequentato la frazione cittadina. Il questionario condotto sul canale social del gruppo ha visto la partecipazione di ben 300 membri del gruppo, che hanno espresso più di 500 preferenze alle 11 principali richieste emerse dalla cittadinanza e rivolte all’Amministrazione che dal 2022 si siederà nella Giunta a governo di una città che troppo spesso negli ultimi decenni si è colpevolmente dimenticata del quartiere. Un vero e proprio “manifesto” delle esigenze e delle richieste del Villaggio Snia, che vorrebbe veder tornare a rivivere i tempi d’oro in cui la frazione era un cuore pulsante della Città, centro economico importante ed esperimento riuscito, anche e soprattutto grazie ai centri produttivi ora chiusi, di coesione sociale tra diverse etnie, provenienze regionali ed estrazioni sociali. “Ciò che è emerso dal sondaggio che abbiamo condotto su Quelli della Snia!, che ha visto un’ampia partecipazione della gente che vive ogni giorno la frazione, è evidente: i cittadini vogliono vivere in quartiere più sicuro, decoroso e monitorato dalle forze dell’ordine. Ma non è tutto a mio parere, il punto è un altro: si sta drammaticamente sedimentando e diffondendo la disillusione che ciò possa accadere a causa dei molti decenni in cui il bene del Villaggio Snia è stato l’ultimo dei pensieri e delle priorità per tutte le diverse amministrazioni comunali che si sono succedute nel corso dei decenni, di ogni credo e colore politico – spiega Matteo Gavioli – Ad essere ancora più tragico e preoccupante è che ciò sta avvenendo soprattutto tra le giovani generazioni, che via via stanno abbandonando il Villaggio per andare a vivere e creare il proprio nucleo famigliare in quartieri o in città dove i servizi, la vita sociale, gli eventi e gli esercizi commerciali non mancano. Un dato di fatto che rischia di compromettere il futuro del nostro quartiere, che si sta letteralmente svuotando con l’inevitabile passare del tempo, fattore inesorabile che si sta portando via molti di coloro che hanno fatto la storia della frazione. Spero che l’esito di quest’analisi delle richieste dei cittadini possa servire da monito a chi vincerà le elezioni nel 2022: abbiamo fatto questo in tempi non sospetti, e davvero difficili, per provare a entrare concretamente nelle agende dei politici della nostra città, non solo nei classici e fittizi programmi pre-elettorali che servono solo da specchietto per le allodole nei confronti di indecisi e creduloni. Personalmente qui sono cresciuto e mi sento sicuro, ma è evidente come serva praticamente tutto: da un’assenza preoccupante di tutto ciò che concerne la cultura e gli eventi aggregativi come sagre e feste di paese, che come gruppo promuovemmo e organizzammo con molta fatica nel 2013, a un’area cani o un piccolo centro per attività sportive, che potrebbero essere luoghi molto utili post-pandemia per rivivere insieme nuove e vecchie relazioni, al potenziamento del trasporto pubblico, che vede molto spesso molte persone e anziani del paese aspettare per ore inutilmente bus che non arrivano mai, come un controllo più severo e importante a contrasto dello spaccio di stupefacenti che troppo spesso inquina i nostri parchi e le nostre strade. Per non parlare del centro storico, una volta vera avanguardia stilistica e architettonica, oggi diroccato in maniera vergognosa e svalutato a livello immobiliare. Non voglio infine dimenticare l’importante lavoro dei negozianti e degli imprenditori che resistono in un Villaggio sempre meno vivo, energie profuse molto importanti per mantenere un livello minimo ed essenziale di servizi di vicinanza, sempre più fondamentali in questo momento di pandemia globale soprattutto per i più fragili: mi auguro che vengano istituite misure di promozione e sostegno per garantirne la sopravvivenza e la fruttuosità del loro lavoro”. Ecco infine la classifica delle 11 richieste emerse dal sondaggio “Il Villaggio che vorrei”: 1. Sicurezza e ordine pubblico (23,7%) 2. Aree verdi, arredi e decoro dei parchetti (15,7%) 3. Maggior monitoraggio dei flussi migratori (15,3%) 4. Viabilità e manutenzione delle strade (6,7%) 5. Stimolo dell’aggregazione giovanile (5,9%) 6. Rivalutazione del centro storico (5,8%) 7. Aree per lo sport e il benessere (5,7%) 8. Promozione di feste ed eventi culturali (5,6%) 9. Potenziamento del trasporto pubblico (5,5%) 10. Fondi per istruzioni ed edifici scolastici (5,3%) 11. Istituzione di un’area cani (4,8%)

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