Coronavirus, multe fino a 3mila euro per chi trasgredisce: in Brianza quasi 1500 casi

A Monza e Brianza il numero dei contagi è salito a quota 1.454. Ecco le misure introdotte con il nuovo decreto

A Monza e Brianza il numero dei contagi è salito a quota 1.454. Oltre duecento persone (235) positive al Covid-19 risultano residenti nel capoluogo brianzolo, trentamila pazienti contagiati invece in tutta la Lombardia. Questi - in sintesi - i numeri resi noti con l'ultimo aggiornamento di Regione Lombardia nel tardo pomeriggio di martedì.

Continuano purtroppo a crescere (anche se con un ritmo più lento) i casi di positività al Covid-19 in Lombardia. Numeri più alti di quelli un po' più ottimistici diffusi lunedì perchè - ha chiarito Gallera - sembra esserci stata "un'anomalia nella registrazione dei tamponi" che ha coinvolto proprio l'area di Monza dove la crescita giornaliera era stata esigua, con soli 22 nuovi casi registrati. Martedì invece l'incremento è stato pari a 324 casi.

In un giorno in Lombardia invece i casi sono aumentati di 1.942 unità. Oltre novemila i ricoveri, con un incremento di oltre quattrocento persone e 1.194 persone in terapia intensiva. Purtroppo ancora in crescita anche il dato relativo ai decessi che sale a quota 4.178, con 402 nuovi decessi in 24 ore. Unico dato positivo della giornata il numero delle dimissioni, con 600 persone che hanno lasciato i presidi ospedalieri. "Molte persone dopo un po' di tempo guariscono ed escono dall'ospedale" - ha aggiunto l'assessore - "Questa è una infezione per cui oggi non c'è una cura e non c'è un vaccino".

I dati delle province 

A Bergamo si registrano ad oggi 6.728 casi (+257): di questi 417 pazienti si trovano al Papa Giovanni e 424 nei presidi ospedalieri di Bergamo Est. Brescia conta 6.298 contagi (+393), Como 635(+54), Cremona 3.161, Lecco (1.015), Lodi 1860 (43), Monza e Brianza 1454 (+324), Milano 5.701 (+375), Pavia 1449, Sondrio 253, Varese 450. A Milano città il numero dei contagi è salito a 2297 casi (121 casi in più), a Bergamo 847, Lodi 331 e Monza 235 (+43). 

Monitoraggio da parte di medici di famiglia e pediatri

La delibera di giunta approvata dalla su proposta dell’assessore al Welfare, Giulio Gallera, prevede una maggiore presa in carico e il monitoraggio sul territorio da parte dei medici di famiglia, anche attraverso sistemi di telemedicina, sia dei pazienti Covid che sono stati dimessi, ma non sono ancora guariti, sia di coloro che manifestano sintomi riconducibili al virus.

“In questa fase – ha spiegato l’assessore – è di fondamentale importanza effettuare un’attenta sorveglianza sui quadri clinici simil influenzali, sul mantenimento delle indicazioni d’isolamento, con particolare riferimento ai soggetti più fragili in quanto anziani o pluri-patologici. L’interlocutore privilegiato è il medico di medicina generale, per questo è stata individuata una modalità organizzativa che consenta al MMG di garantire, in un arco di tempo significativamente ampio nella giornata, di essere contattato e fornire un triage telefonico. Analogamente, lo stesso medico potrà dedicare tempo per contattare direttamente i suoi assistiti più fragili”.

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Nuovo decreto, multe fino a 3mila euro

Multe fino a tremila euro per chi viola le disposizioni relative all'emergenza sanitaria in corso e possibilità di adottare misure più restrittive per i presidenti delle regioni a seconda dell'andamento dell'epidemia di Covid-19. Queste le principali novità contenute nel nuovo decreto coronavirus che impone una nuova stretta per il contenimento dell'emergenza sanitaria. Il nuovo atto, oltre a riordinare le precedenti normative, inasprisce le multe per chi viola le regole: dall'aumento delle sanzioni economiche fino al carcere per chi esce di casa nonostante sia positivo. "Con i Dpcm - ha spiegato Conte - abbiamo uno strumento flessibile che ci consente di dosare le misure di contenimento e di prevenzione tenendo conto dell'andamento epidemiologico dei coronavirus". Come si legge nel nuovo decreto approvato dal Governo martedì saranno inasprite le multe per i 'furbetti' che aggirano le regole e  - ha sottolineato il premier - "lasciamo che i presidenti delle regioni possano adottare nell'ambito delle loro competenze anche provvedimenti più restrittivi, più severi e ovviamente però rimane la funzione di coordinamento, di omogeneità che viene assicurata a tutto il territorio nazionale dai nostri interventi".

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