Isis, allerta terrorismo: “Controlli su un centro islamico in Brianza”

L’intelligence italiana, secondo quanto riferito dalla trasmissione di La7, “La Gabbia”, avrebbe alzato l’attenzione su alcuni centri islamici italiani. Nel mirino degli 007 sarebbe finito anche il centro di Renate. I dettagli

Il centro islamico è a Renate - Foto repertorio

Arrivano tutti o quasi dal Medio Oriente. Approdano nelle piccole province italiane, compresi i paesini tranquilli e discreti della Brianza. Lì, in case spesso “povere” e ben mimetizzate, potrebbero studiare da aspiranti jihadisti, come mostrano gli arresti dei giorni scorsi a Merano. Poi, al momento giusto, potrebbero spostarsi e colpire. Lasciando dietro di sé una scia di sangue e terrore. 

L’orrore di Parigi, centoventinove morti in una serie di attentati che hanno distrutto Parigi in una sola sera, ha alzato l’attenzione dei servizi segreti italiani, quanto mai allertati dal pericolo che i jihadisti dello Stato islamico possano colpire in Italia. 

Così, nel mirino degli 007 italiani sono finiti quei tanti centri islamici sparsi per il Belpaese che improvvisamente potrebbero trasformarsi in covi di “cani sciolti” pronti a colpire nel nome di Allah. Tra quelli messi nel mirino dall’intelligence, secondo quanto riferito mercoledì sera dalla giornalista de “La Gabbia”, Alice Martinetti, ci sarebbe anche il centro islamico di Renate, comune di quattromila anime in Brianza. 

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Fino ad oggi, ad onor del vero, i musulmani di Renate non hanno creato alcun problema di ordine pubblico, ma il timore dell’intelligence è che qualcuno, spinto dai recenti attentati in Europa, possa decidere di dedicarsi alla guerra santa. Quindi, inevitabilmente, l’attenzione e il livello d’allerta salgono. 

Anche perché, come sottolineato dalla stessa trasmissione di La7, i centri islamici in Lombardia non sono pochi. Gli 007, infatti, avrebbero attenzionato anche le “associazioni” in provincia di Lecco, Bergamo e Cremona: tutte adesso tenuto d’occhio dall’intelligence. 

L’allarme Isis, insomma, arriva anche nella tranquilla provincia brianzola. E non è la prima volta. Ad aprile scorso, infatti, su alcuni profili social riconducibili ad aspiranti jihadisti erano apparsi dei messaggi minacciosi nei confronti di Roma, Milano e la stessa Brianza. Per quei tweet erano poi finiti in manette, nel mese di luglio, due persone: secondo la polizia, stavano organizzando attenti da compiere in Italia nel nome della jihad

Anche loro avevano rispettato il “copione”: colpire l’Italia partendo dalla provincia. Compresa quella brianzola. 

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