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"Se non te lo tirano fuori...". "No, non dico niente"

La prova che Beghella e Ferrari sapevano delle bolle sull'asfalto della parabolica dai nastri diffusi mercoledì da Guaitamacchi su autorizzazione della Procura

Redazione 4 luglio 2012

Le intercettazioni, diffuse da Paolo Guaitamacchi davanti ai giornalisti mercoledì mattina, sembrano parlare chiaro. Giorgio Beghella Bartoli, Enrico Ferrari e Stefano Tremolada sembravano assolutamente consapevoli dei rischi dell'asfalto del circuito prima della gara del 6 maggio, parlavano esplicitamente di "bolle". Guaitamacchi le ha lette integralmente su autorizzazione della Procura di Monza. Lo stesso Guaitamacchi ha affermato di essere stato tenuto all'oscuro della cosa, e di averlo saputo quando è stato convocato dai magistrati.

Il 3 maggio, alle 19.27, parlano Beghella e Ferrari. Il primo fa sapere al secondo della preoccupazione circa "il problema che abbiamo in pista con l'asfalto in parabolica". "E' venuto su!", spiega a richiesta di chiarimenti. E poi rincara la dose: "Ci sono due bolle in mezzo alla curva. Tienitelo per te, sta' zitto!". E Ferrari: "Certo, non sono mica matto, come mai secondo te?".

Beghella argomenta poi di avere fatto prove sul campo: "Ho premuto coi piedi: torna giù, poi dopo ritorna su un po'...". Chiaro sintomo di una bolla. Beghella e Ferrari sperano poi che le temperature si abbassino per limitare l'effetto. "Poi lunedì - conclude Beghella - vediamo come intervenire". Venerdì 4 maggio, alle 8, Beghella parla con Stefano Tremolada, che sembra rassicurarlo: "Stamattina meglio, non è spanciata, è rasoterra".

I due tornano al telefono alle 12.19 del 6 maggio, giorno della gara. E sono preoccupati. Tremolada spiega a Beghella che sono già caduti in tre: "Adesso stanno controllando, il problema salterà fuori". Beghella chiede se "si vede", cioè se si nota a vista che l'asfalto abbia problemi. E Tremolada: "Penso di sì, stamattina non c'era però la temperatura si è alzata di colpo".

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Due minuti dopo, i due si risentono. Tremolada comunica a Beghella di essere stato convocato presso la direzione di gara. "Eventualmente noi scopriamo la cosa adesso, eh", si raccomanda Beghella. E poi: "Tu scopri che quelle robe lì vanno un po' giù, ci passiamo sopra con dei pesi, è l'unica cosa che possiamo fare". E infine: "Comunque, se loro non te lo tirano fuori...". E Tremolada: "No, non dico niente".

Paolo Guaitamacchi
autodromo

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