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Abolizione province, riunione dei presidenti. In Lombardia? Da 12 a 9

"Bisogna mettere al primo posto cittadini, abolendole non si risparmia". Cosi la spending review in salsa lombarda. Solo Lodi e Cremona sarebbero disposte ad accorparsi; per le altre si annuncia battaglia. E Monza...

Antonio Piemontese 24 agosto 2012

MONZA - Riunione a Sondrio giovedì pomeriggio per i presidenti delle province della Regione organizzata da Upl (Unione della Province lombarde). Dal confronto sono emerse alcune  linee di indirizzo per  la proposta da presentare al CAL - il consiglio delle Autonomie Locali-  entro il 20 settembre, così come stabilito dal decreto del Governo. Assente Monza, per impegni istituzionali, gli altri hanno proceduto ai lavori.

CONTRARI - Il no alla proposta di Monti si legge bene tra le righe. "Al centro devono esserci i cittadini" scrivono i politici nel documento diffuso a margine. Massimo Sertori, presidente Upl, rincara la dose: "I cittadini devono sapere che questa specifica decisione del governo non genererà alcun risparmio - Si dovrà tenere conto sì delle estensioni, ma anche dell'identità, della storia, della cultura e dell'equilibrio economico". Preoccupazione serpeggia tra gli animi. "Ci preoccupano molto i tagli previsti dal Governo che toccheranno i servizi primari".

TUTTO COME PRIMA  -  Intanto, a forza di distinguo, la situazione rischia però di non cambiare di una virgola. Su 12 province esistenti ad oggi, poche cadrebbero nella visione - ovviamente interessata - di Upl. Già salve per il rientro nei parametri le province di Brescia, Bergamo, Pavia e Milano,  si sta lavorando  a un accordo che potrebbe prevedere l' accorpamento di Lodi e Cremona, che avrebbero dato la disponibilità a unirsi. Sondrio resterebbe invece capoluogo, Mantova pure, così come Varese, che potrebbe però annettere Legnano. E per Monza? Nello schema che circola, dovrebbe annettersi Lecco, ma con l'opzione Como dietro l'angolo.

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IDEE DIVERSE - Il punto è che nè Lecco nè Como ne vogliono sapere: e se la prima è giovane e relativamente  poco importante, la seconda ha buoni argomenti, ad esempio una storia ultrasecolare ed uno spessore culturale obiettivamente superiore alle concorrenti. La partita, in questo caso, è tutta economica: Monza è forte dei numeri che la caratterizzano come  più produttiva, e ci tiene a essere capofila; ma al di là del campanilismo, è difficile immaginare i lariani arrivare ad un accordo che sacrifichi un ruolo di preminenza  a favore di una città, quella di Teodolinda,  che più che Provincia è sempre stata provinciale. Conclusione? Non aspettatevi collaborazione.  Senza usare il "bastone", da 12 province si passerebbe solamente  a 9. La spending review in salsa lombarda è servita.

Massimo Sertori
Centro Storico
abolizione province

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