Giornata Mondiale del Sonno: gli italiani non sanno rinunciare allo smartphone

Il 13 marzo è la Giornata Mondiale del Sonno: ma cosa fanno gli italiani prima di andare a dormire?

Wikio

Un terzo della nostra vita tra le braccia di Morfeo: ecco quanto tempo passiamo a riprenderci dalle fatiche quotidiane. Il sonno ci aiuta a conservare le nostre funzioni cognitive e fisiche, ma ci garantisce anche notevoli benefici psicologici. Dormire è dunque fondamentale per la salute: serve ad essere produttivi, lucidi, di ottimo umore, creativi e chissà quante altre cose.

Eppure, secondo un sondaggio che il brand di telefonia Wiko ha condotto all’interno della sua community Instagram, sembra che non siamo molto bravi a fissare delle regole quando si tratta di definire l’ora di andare a dormire.

Invece che optare per una sana digital detox serale, il 70% degli italiani si trattiene per più di 30 minuti con lo smartphone prima di andare a dormire. Addirittura, l’81% dei casi lo preferisce alla lettura di un libro (19%). E forse proprio per questo, il luogo preferito dove tenere il proprio cellulare in carica è sul comodino (73%) o addiruttura sul letto. 

Ciò si traduce, per il 53% dei rispondenti, nell’essere stati svegliati di soprassalto, almeno una volta, a causa di una notifica nel cuore della notte (ovviamente per essersi dimenticati di spegnere la suoneria). Quelli che poi non riescono proprio a smettere di leggere messaggi e notizie anche quando gli occhi cominciano a chiudersi… rischiano di fare la fine del 51% degli utenti,  che ha ammesso di essersi risvegliato al mattino con il display sulla faccia.

L’eccitazione da video, zapping e stimoli continui, tuttavia, può danneggiare la qualità del sonno: ecco perché questo sondaggio ci dovrebbe aiutare a tornare a vecchie e (più sane) abitudini quali leggere un libro, un giornale o parlare con chi abbiamo di fianco. Tanto il nostro sonno sarà comunque interrotto dal nostro amico device che, nel 62%, usiamo come sveglia.

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