Come smaltire i rifiuti elettronici in tempo di Coronavirus

Durante le pulizie hai trovato per casa piccole apparecchiature e cellulari non più funzionanti? Ecco il vademecum per smaltirli correttamente

Ufficio stampa

Dopo settimane rinchiusi in casa, con l'allentamento dei divieti ecco arrivare la questione "rifiuti elettronici". Spesso, infatti, la quarantena ha fatto rima con grandi pulizie: da cassetti e armadi, cantine e solai, sono uscite apparecchiature elettroniche ormai vetuste. Vecchi cellulari, frullatori che non funzionano più, telecomandi, caricabatterie: sono le apparecchiature appartenenti al gruppo R4 dei RAEE. 

Giancarlo Dezio, direttore generale di Ecolight (consorzio nazionale per la gestione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, delle pile e degli accumulatori esausti), ha lanciato un appello affinché tali rifiuti vengano smaltiti correttamente (attulamente solo 1 su 5 lo è). E ha stilato un utile vademecum. Spesso nascosti e dimenticati nelle nostre case, oppure smaltiti "illegalmente" (ad esempio buttandoli nel secco), questi rifiuti elettrici ed elettronici possono in realtà dare una grande mano all'economia: se opportunamente trattati sono infatti riciclabili al 95%, e diventano dunque un importante contributo per l'economia aziendale.

Da un piccolo elettrodomestico, così come da un telecomando, si possono ricavare plastica e metalli da reimmettere nella filiera produttiva come materie seconde.

Ecco dunque un utile vademecum per la loro gestione:

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  • Raccogliere in un unico contenitore tutti i rifiuti elettronici (joystick, frullatori, tostapane, chiavette usb, telefonini e tablet con i loro caricabatterie e auricolari, router con gli alimentatori, casse bluetooth, ventilatori)
  • Le lampadine a risparmio energetico, quelle a led e i neon non più funzionanti sono anche loro dei RAEE: occorre raccoglierle però in un’altra scatola
  • Togliere (quando possibile) la batteria dai dispositivi destinati alla discarica. Le batterie così raccolte dovranno essere poste in un contenitore apposito, possibilmente in plastica o in metallo per evitare che eventuali sostanze inquinanti possano andare disperse.
  • Portare il tutto in discarica.

Nella fase 2 i Comuni stanno riaprendo le aree ecologiche dove poter portare questo genere di rifiuti. Rifiuti che andranno suddivisi tra i contenitori destinati al raggruppamento R4 (elettronica di consumo e piccoli elettrodomestici), i contenitori destinati al raggruppamento R5 (sorgenti luminose) e i contenitori per batterie e accumulatori.

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