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Sicurezza in Brianza – si diffondono le Ronde Lega Nord e Giovani Padani: “Stato assente, i cittadini si organizzano”

Riceviamo e pubblichiamo.

Sicurezza in Brianza - si diffondono le Ronde Lega Nord e Giovani Padani: "Stato assente, i cittadini si organizzano"

"Cresce nei comuni della Brianza la consapevolezza di una crescente mancanza di sicurezza" Così Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega Nord al Pirellone, commenta il diffondersi delle ronde dei cittadini nei centri brianzoli. "Purtroppo questo Governo delle larghe intese, a trazione PD, non pone la doverosa attenzione su questo tema anzi preferisce togliere risorse alla sicurezza per destinarle alla cosiddetta accoglienza degli ultimi arrivati. Il dilagare di episodi di criminalità e microcriminalità è ormai sotto gli occhi di tutti. Decine di cittadini telefonano ogni giorno ai rappresentanti della Lega Nord sul territorio, chiedendo di porre in essere azioni a tutela della loro incolumità e delle loro abitazioni ed in prima cosa il ripristino delle ronde." L'appello dei cittadini è stato immediatamente raccolto dai giovani esponenti del Carroccio. "L'ondata di furti e illegalità che ha investito la Brianza - afferma Alessandro Corbetta (coordinatore provinciale dei Giovani Padani) - sta causando un forte sentimento di paura tra i cittadini. E mentre a Roma parlano di indulto, in Brianza si organizzano dei pattugliamenti per controllare il territorio. Un esempio arriva da Besana dove gruppi di ragazzi hanno organizzato delle ronde spontanee contro i ladri, certificando il fallimento di questo Stato. La situazione è al limite: il Governo scelga, o con i cittadini o con i delinquenti." Concetti ribaditi anche da Andrea Crippa (consigliere comunale Lega Nord a Lissone) "Presto anche a Lissone verranno organizzate delle ronde per pattugliare le zone più a rischio della città. Negli ultimi mesi si sono riscontrate numerose rapine in appartamenti e palazzine e mentre la giunta di centro-sinistra, rappresentata dal Sindaco Concettina Monguzzi, è impegnata a triplicare i parcheggi a pagamento in centro città, a cambiare il nome a viale Padania e a buttare al vento 200.000 euro di soldi pubblici per finanziare una società contro il parere del revisore dei conti, la Lega Nord si prende carico della sicurezza dei cittadini e coadiuverà le forze dell'ordine nel controllo del territorio. Purtroppo anche a Lissone abbiamo la rappresentazione di una sinistra becera e populista che, con le sue scelte, penalizza il tessuto produttivo del territorio e non fa niente per garantire più sicurezza ai propri cittadini. Come ho già ribadito in Consiglio Comunale: speriamo che il Sindaco e i suoi Assessori si alzino presto da quelle sedie!". "Uno stato normale - spiega Federico Arena (segretario cittadino Lega Nord Monza) - dovrebbe difendere la tranquillità dei suoi cittadini, invece sul territorio e nella gente continua ad aumentare la paura - conclude Federico Arena, segretario cittadino della Lega Nord di Monza - la giunta di sinistra ha deciso di mettere la sicurezza all'ultimo posto dell'agenda politica e i risultati non si sono fatti attendere: ormai sfogliare i quotidiani locali o il libro denunce dei carabinieri non fa più alcuna differenza, come se non bastasse, a ciò si aggiunge il fatto che in questo paese manchi del tutto la certezza della pena: laddove le forze dell'ordine riescono nel loro lavoro, rischiando in prima persona, ci pensano leggi demenziali come l'indulto a vanificare il tutto". Riguardo alla situazione di Desio interviene poi Andrea Villa (vicesegretario provinciale Lega Nord e consigliere comunale a Desio) "Furti all'interno dei supermercati, bande di rapinatori, ladri in appartamenti ed automobili saccheggiate, accattoni e questuanti per le nostre strade: purtroppo Desio non è immune a questi episodi, ampiamente riportati dalle cronache locali. Mentre l'amministrazione comunale annuncia una serrata dei controlli - ma solo in centro, dimenticandosi delle periferie prese d'assalto, come dimostrano i malumori dei cittadini a San Giorgio e Spaccone - sarà il centralismo romano, come sempre, a vanificare gli sforzi delle forze dell'ordine: nei Palazzi si continua a parlare di indulto, alla faccia della certezza della pena e delle vittime di furti e violenze".

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